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Medici: D.G. e D.S. condannati a risarcire la ASL per oltre dieci milioni di euro

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Un direttore generale e un direttore amministrativo ASL venivano condannati dalla Corte dei Conti al pagamento in favore dell’Azienda e per essa della Regione, rispettivamente alla somma di euro 500.000,00 e 25.000,00 per un il danno finanziario arrecato mediante comportamenti ritenuti caratterizzati da colpa grave. L’ASL nel determinare i budget delle strutture private, tra cui quello relativo ad una specifica casa di cura, aveva erroneamente interpretato la legge regionale in ordine al calcolo del tetto di spesa consentito, comprendendo nello stesso anche l’utenza extraregionale; aveva poi riconosciuto, sempre alla medesima casa di cura, un importo eccedente il tetto massimo di spesa; aveva infine autorizzato ancora nei confronti della stessa casa di cura, pagamenti di prestazioni svolte in favore di pazienti extra regionali, su posti letto autorizzati ma non accreditati. All’ammontare complessivo delle tre fattispecie di danno, pari ad Euro 53.772.758,15, la Procura riteneva dover aggiungere, secondo una valutazione equitativa ed in misura non inferiore al 20% del danno contestato, anche la lesione del danno all’immagine della P.A., determinata essenzialmente da comportamenti contrari ai principi fondamentali di organizzazione e di azione costituzionalmente rilevanti. La Procura regionale abruzzese proponeva appello avverso la sentenza di condanna chiedendone l’annullamento nella parte in cui veniva liquidato il danno via equitativa, ritenendo ingiustificata, irragionevole ed eccessiva la diminuzione dell’importo del pregiudizio finanziario addebitabile al DG e DS. 

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