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Medici: Il dipendente ospedaliero esposto a più rischi, ma a nessuno specifico, non ha diritto ad alcuna indennità

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Un’infermiera professionale impiegata presso il pronto soccorso ospedaliero di un presidio classificato DEA, dichiarava di svolgere attività di assistenza radiologica, di terapia intensiva e sub-intensiva potendo venire a contatto con pazienti a rischio infettivo. Il rischio infettivo sarebbe derivato dal contatto diretto con il sangue dei pazienti in virtù di assistenza e stabilizzazione di quelli politraumatizzati sconosciuti, ad esempio possibili portatori di TBC, oppure dal prelievo di liquidi ematici su soggetti sconosciuti, ad esempio possibili portatori di HBV, HCV, HIV; laddove il rischio radiologico sarebbe derivato dall’assistenza continua e diretta al paziente critico durante l'esecuzione di esami radiografici, con stazionamento nell'area di operazione, anche vicino al paziente. La dipendente chiedeva le venissero riconosciute le indennità previste dalla Legge e dalla contrattazione collettiva in favore del personale infermieristico dedito ad attività "intensive", sub-intensive e da contatto con pazienti portatori di malattie infettive.

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