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Rischia il carcere il figlio che abbandona i genitori per andare in vacanza

Scritto da Admin il 04 Set 2009 - 10:10
Rischia di finire in manette il figlio che abbandona un genitore o un coniuge anziano in città per andare in vacanza. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 31905, che di recente ha condannato un uomo che durante le vacanze estive ha abbandonato il padre anziano nella sua abitazione senza alcuna forma di custodia. Quest'ultimo, che peraltro soffre di alcune infermità, è stato ritrovato dagli agenti in pessime condizioni igieniche personali e ambientali, stante la sua incapacità a provvedere ai propri bisogni elementari.

Restituzione delle somme percepite in buona fede per pazienti deceduti

Scritto da Admin il 02 Set 2009 - 09:37
I medici che ritenevano illegittima la trattenuta operata dalla ASL, relativa a somme erogate per pazienti in realtà deceduti sostenevano – tra gli altri aspetti – l’applicabilità del principio di irripetibilità delle somme ricevute in buona fede.
La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato l’assunto in quanto se è vero che "il principio della irripetibilità delle somme indebitamente percepite in buona fede dai pubblici dipendenti a titolo di retribuzione è applicabile anche al medico convenzionato, è anche vero che lo è solamente ed in quanto la ripetizione sia tale da compromettere in modo irreparabile le esigenze di vita del medico interessato. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

Può aversi mobbing in caso di ritardato affidamento di incarichi

Scritto da Admin il 02 Set 2009 - 09:34
Un medico ormai in pensione, assumeva di essere stato ingiustamente privato per circa dieci anni della nomina a primario di Chirurgia d’urgenza.
Nel 2001 il sanitario veniva in effetti assegnato alla funzione apicale della divisione, prestandovi servizio fino al suo pensionamento e quindi per soli due anni rispetto ai dodici cui avrebbe avuto diritto.
Secondo il Tribunale Amministrativo Regionale di Milano, l’acclarata illegittimità ed ingiustizia del comportamento posto in essere dal datore di lavoro, protrattosi per più di dieci anni, va necessariamente attribuita non alla negligenza, ma ad una “deliberata ac prava voluntas” dell’apparato amministrativo il quale, nonostante avesse a disposizione un lavoratore in possesso degli specifici requisiti, in linea con la posizione apicale vacante nella divisione di Chirurgia d’urgenza, preferiva caparbiamente affidarla a soggetti non provvisti dell’idonea professionalità pur di non attribuirla al ricorrente, persistendo in tale atteggiamento per un lungo periodo di tempo anche in presenza di specifiche pronunce giurisdizionali.
Il TAR ha sottolineato come da un tale comportamento vessatorio nei confronti del medico, dovesse ritenersi essere certamente scaturito un danno, costituito dalle diverse componenti che la giurisprudenza civilistica ha efficacemente enucleato (biologico, morale, esistenziale, professionale. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

Una sola assenza ingiustificata? Il dipendente non deve essere condannato

Scritto da Admin il 02 Set 2009 - 09:31
Il fatto che in alcuni enti l'assenteismo sia una prassi generalizzata non giustifica la condanna del dipendente che commette una sola assenza ingiustificata: è giunta a questa conclusione la Corte di Cassazione, che attraverso la sentenza n.30346 ha annullato la condanna per truffa nei confronti di un impiegato pubblico che lavora in un ente dove la pratica di timbrare il cartellino e poi uscire era assai diffusa.

Vacanza rovinata? Fate valere i vostri diritti

Scritto da Admin il 02 Set 2009 - 09:29
Il rientro dalle ferie coincide per alcuni italiani con l'inizio di un nuovo periodo, quello del penoso calvario che mette a confronto delle agenzie di viaggio i consumatori delusi da pacchetti vacanze pieni di disservizi e delusioni. Ma com'è possibile fare rispettare e quantificare il danno da vacanza rovinata?

8 mesi di reclusione al dirigente medico che rifiuta di assistere un collega

Scritto da Admin il 25 Ago 2009 - 09:43
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dal medico contro la sentenza di appello che aveva confermato la condanna alla pena di 8 mesi di reclusione per il reato di omissione di atti d’ufficio.
Il medico era imputato perché, in turno di reperibilità, quale dirigente medico del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Civile fino alle ore 14,00, alla richiesta di aiuto, rivoltagli da una collega specializzata in ginecologia, rifiutava di assisterla nell'esecuzione di urgente intervento di taglio cesareo riferendo, mentre era intento a guardare una partita in televisione, di aver già timbrato l'uscita ed ingiuriando la predetta collega, di fronte alla degente ed al personale paramedico.
La Suprema Corte ha affermato che la nozione di rifiuto implica un atteggiamento di diniego a fronte di una qualche sollecitazione esterna, e, laddove non sia espressamente prevista la necessità di un richiesta o di un ordine, questa, sollecitazione può essere costituita dall'evidente sopravvenienza in sé dei presupposti oggettivi che richiedono l'intervento.

Rilevanza del protocollo operativo nella esclusione delle mansioni superiori

Scritto da Admin il 25 Ago 2009 - 09:40
la norma contrattuale collettiva per l'inquadramento nel livello superiore prevedeva, in via alternativa, o il coordinamento di altri lavoratori e l'assunzione del loro operato, oppure il possesso di una particolare specializzazione.
Non era stato dedotto , nè dimostrato, che i lavoratori del “118” avessero la responsabilità dell'operato di altri lavoratori.
Né le mansioni che gli interessati affermavano di avere svolto erano tali da richiedere una particolare specializzazione, perché quelle determinate attività dovevano essere effettuate in base ad un protocollo specifico, e che per la parte più delicata dovevano sempre essere presenti un infermiere professionale ed un medico. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

Il certificato di un medico non afferente al SSN è valido per giustificare l'assenza per malattia

Scritto da Admin il 25 Ago 2009 - 09:37
Nella vicenda di causa, la contestazione disciplinare alla base del licenziamento intimato, riguardava la modalità della certificazione medica inviata dal dipendente per giustificare l'assenza per malattia che, secondo il datore di lavoro, sarebbe stata irrituale in quanto proveniente da un medico non facente parte del Servizio Sanitario Nazionale con conseguente, asserita, irregolarità formale.
La Corte di Cassazione ha affermato che la detta irregolarità non poteva ritenersi sussistente, in quanto la Legge n. 300 del 1970 [cd. Statuto dei Lavoratori], non prescrive che la certificazione medica comprovante lo stato di malattia del lavoratore debba essere rilasciata da "un sanitario del servizio sanitario nazionale". [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

E' illegittimo negare al paziente la copia del Riassunto Clinico

Scritto da Admin il 25 Ago 2009 - 09:34

la documentazione sanitaria relativa ad un ricovero ed eventuale intervento chirurgico con i relativi esami diagnostici, rientra nell’amplissima nozione di “documento amministrativo”, trattandosi di atti interni detenuti dalla struttura ospedaliera, in relazione all'attività di pubblico interesse dalla stessa svolta al fine di assicurare al cittadino una adeguata assistenza sanitaria, e così il diritto primario e fondamentale alla salute.
La documentazione sanitaria, proprio perché contiene dati “sensibili” sulla salute del cittadino, non può non essere portata a conoscenza del diretto interessato. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

Prescrizione farmaci e danni al produttore

Scritto da Admin il 25 Ago 2009 - 09:30
Il Consiglio di Stato ha dichiarato ammissibile l’impugnazione della deliberazione regionale che, accanto a numerose disposizioni organizzative, conteneva l'imposizione ai medici, sia ospedalieri sia di medicina generale, che avessero ritenuto necessaria una terapia con inibitori della pompa protonica, di prescrivere esclusivamente farmaci il cui costo per giorno di terapia - riferito al prezzo al pubblico - non fosse stato superiore ad un certo importo o a eventuale diverso prezzo siccome ridefinito con procedimento del Servizio Assistenza Farmaceutico della Direzione Sanità in seguito ad intervenute modifiche di prezzi al pubblico disposta dall'Amministrazione Centrale.
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