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Uffici Agenzia Entrate in giro per l'Italia
Secondo quanto rende noto la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sarà il Molise la prima regione italiana da cui partirà il progetto “Il Fisco mette le ruote”, il nuovo ufficio mobile dell’Agenzia delle Entrate con il fine di garantire le informazioni e l’assistenza necessaria a tutti coloro che vivono in centri molto distanti dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate.
Atti di organizzazione che il medico non può sindacare
il medico pubblico dipendente non è legittimato a sindacare gli atti di organizzazione dell'ente di appartenenza, salvo che essi non incidano su una posizione giuridicamente tutelata, limitando, ampliando o modificando la sfera delle sue attribuzioni o il suo status. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
Laurea in odontoiatria insufficiente per accedere alla dirigenza del SSN
I ricorrenti, laureati in odontoiatria, impugnavano, chiedendone l'annullamento, la deliberazione con cui l'Azienda Sanitaria disponeva la loro esclusione dal concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di un posto di dirigente odontoiatra - disciplina odontoiatria ritenendoli non in possesso di alcuna specializzazione né nella disciplina a concorso né in disciplina equipollente.
Mobbing, ecco come ottenere il risarcimento del danno
La Corte di Cassazione ha stilato un vademecum su quelle che debbono essere le regole per ottenere il risarcimento del danno in caso di mobbing in ufficio. Secondo la Corte, per evitare cause inutili, occorre considerare in primo luogo che per "per 'mobbing' si intende una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell'ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili, che finiscono per assumere forme di prevaricazione e di persecuzione psicologica, da cui puo' conseguire la mortificazione morale e l'emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalita'".
off-limit per odontotecnico la pulizia dei denti
Solo l'odontoiatra o l'igienista sono abilitati a fare lapulizia dei denti. Parola di Cassazione. La Corte, infatti, ha confermato una sanzione di 684 euro inflitta a un odontoiatra che aveva consentito a due suoi assistenti odontotecnici di fare la pulizia dei denti ai pazienti dello studio medico.
Omessa compilazione cartella di paziente trasferito
Omessa compilazione cartella di paziente trasferito
La condotta del primario ospedaliero che ometta di redigere la cartella clinica relativa ad un paziente temporaneamente sottoposto a cure di mantenimento e in attesa di trasferimento ad altra, più attrezzata, struttura ospedaliera, trattandosi di un atto d'ufficio da compiere senza ritardo per ragioni di sanità, integra il reato di cui all'art. 328, comma primo, cod. penale.
La condotta del primario ospedaliero che ometta di redigere la cartella clinica relativa ad un paziente temporaneamente sottoposto a cure di mantenimento e in attesa di trasferimento ad altra, più attrezzata, struttura ospedaliera, trattandosi di un atto d'ufficio da compiere senza ritardo per ragioni di sanità, integra il reato di cui all'art. 328, comma primo, cod. penale.
L'Intervento chirurgico riesce male? C'è anche il danno psicologico
La presenza di cicatrici deturpanti non può considerarsi non funzionale allorché vengano in considerazione l'estetica e la sfera sessuale della persona". Con questa motivazione la Corte di Cassazione (sentenza n. 18805/2009) ha accolto il ricorso di un'ex modella che dopo un intervento chirurgico malriuscito ha chiesto di vedersi risarcito il danno psicologico, oltre che quello patrimoniale.
Rimborso ritenute irpef su indennità fine rapporto erogata dall'Enpam
In tema di IRPEF, l'indennità di fine rapporto corrisposta dall'ENPAM ai medici di medicina generale, a seguito dell'attività prestata per conto dei disciolti enti mutualistici e del servizio sanitario nazionale, rientra tra le indennità di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 16, comma 1, lett. c), con conseguente sottoposizione a tassazione separata secondo i criteri dettati dall'art. 18 del medesimo decreto, e non invocabilità della regola di computo - concernente la riduzione dell'imponibile per una somma pari alla misura di tale indennità corrispondente ai contributi previdenziali versati dal contribuente - stabilita dal precedente art. 17 per le indennità di fine rapporto relative ai rapporti di lavoro dipendente. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
Tradimento o meno, il coniuge che viene meno alla lealtà coniugale deve farsi carico della separazione
La relazione di un coniuge con estranei rende addebitabile la separazione, anche quando, in considerazione degli aspetti esteriori con cui è coltivata e dell'ambiente in cui i coniugi vivono, dia luogo a plausibili sospetti di infedeltà e non sia dimostrabile che si è sostanziata in un adulterio.
Riconoscimento anzianità maturata nella medicina dei servizi
Rigettato il ricorso proposto da due medici e diretto ad ottenere il riconoscimento, a tutti gli effetti, giuridici ed economici, dell'anzianità maturata nel periodo in cui avevano svolto attività di convenzione a tempo indeterminato nella medicina dei servizi.
A sostegno della loro richiesta, esponevano di avere svolto dall'ottobre 1992 attività di medici specialisti ambulatoriali in regime di convenzione con le ASL, con inquadramento giuridico ed economico dal giugno 1991, avendo già prestato servizio come specialisti ambulatoriali presso diverse unità sanitarie locali, e che, invece, non era stato computato nell'anzianità maturata il periodo prestato, dal febbraio 1988, quali incaricati a tempo indeterminato nella medicina dei servizi.
A sostegno della loro richiesta, esponevano di avere svolto dall'ottobre 1992 attività di medici specialisti ambulatoriali in regime di convenzione con le ASL, con inquadramento giuridico ed economico dal giugno 1991, avendo già prestato servizio come specialisti ambulatoriali presso diverse unità sanitarie locali, e che, invece, non era stato computato nell'anzianità maturata il periodo prestato, dal febbraio 1988, quali incaricati a tempo indeterminato nella medicina dei servizi.
Rischia il carcere il figlio che abbandona i genitori per andare in vacanza
Rischia di finire in manette il figlio che abbandona un genitore o un coniuge anziano in città per andare in vacanza. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 31905, che di recente ha condannato un uomo che durante le vacanze estive ha abbandonato il padre anziano nella sua abitazione senza alcuna forma di custodia. Quest'ultimo, che peraltro soffre di alcune infermità, è stato ritrovato dagli agenti in pessime condizioni igieniche personali e ambientali, stante la sua incapacità a provvedere ai propri bisogni elementari.
Restituzione delle somme percepite in buona fede per pazienti deceduti
I medici che ritenevano illegittima la trattenuta operata dalla ASL, relativa a somme erogate per pazienti in realtà deceduti sostenevano – tra gli altri aspetti – l’applicabilità del principio di irripetibilità delle somme ricevute in buona fede.
La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato l’assunto in quanto se è vero che "il principio della irripetibilità delle somme indebitamente percepite in buona fede dai pubblici dipendenti a titolo di retribuzione è applicabile anche al medico convenzionato, è anche vero che lo è solamente ed in quanto la ripetizione sia tale da compromettere in modo irreparabile le esigenze di vita del medico interessato. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato l’assunto in quanto se è vero che "il principio della irripetibilità delle somme indebitamente percepite in buona fede dai pubblici dipendenti a titolo di retribuzione è applicabile anche al medico convenzionato, è anche vero che lo è solamente ed in quanto la ripetizione sia tale da compromettere in modo irreparabile le esigenze di vita del medico interessato. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
Può aversi mobbing in caso di ritardato affidamento di incarichi
Un medico ormai in pensione, assumeva di essere stato ingiustamente privato per circa dieci anni della nomina a primario di Chirurgia d’urgenza.
Nel 2001 il sanitario veniva in effetti assegnato alla funzione apicale della divisione, prestandovi servizio fino al suo pensionamento e quindi per soli due anni rispetto ai dodici cui avrebbe avuto diritto.
Secondo il Tribunale Amministrativo Regionale di Milano, l’acclarata illegittimità ed ingiustizia del comportamento posto in essere dal datore di lavoro, protrattosi per più di dieci anni, va necessariamente attribuita non alla negligenza, ma ad una “deliberata ac prava voluntas” dell’apparato amministrativo il quale, nonostante avesse a disposizione un lavoratore in possesso degli specifici requisiti, in linea con la posizione apicale vacante nella divisione di Chirurgia d’urgenza, preferiva caparbiamente affidarla a soggetti non provvisti dell’idonea professionalità pur di non attribuirla al ricorrente, persistendo in tale atteggiamento per un lungo periodo di tempo anche in presenza di specifiche pronunce giurisdizionali.
Il TAR ha sottolineato come da un tale comportamento vessatorio nei confronti del medico, dovesse ritenersi essere certamente scaturito un danno, costituito dalle diverse componenti che la giurisprudenza civilistica ha efficacemente enucleato (biologico, morale, esistenziale, professionale. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
Nel 2001 il sanitario veniva in effetti assegnato alla funzione apicale della divisione, prestandovi servizio fino al suo pensionamento e quindi per soli due anni rispetto ai dodici cui avrebbe avuto diritto.
Secondo il Tribunale Amministrativo Regionale di Milano, l’acclarata illegittimità ed ingiustizia del comportamento posto in essere dal datore di lavoro, protrattosi per più di dieci anni, va necessariamente attribuita non alla negligenza, ma ad una “deliberata ac prava voluntas” dell’apparato amministrativo il quale, nonostante avesse a disposizione un lavoratore in possesso degli specifici requisiti, in linea con la posizione apicale vacante nella divisione di Chirurgia d’urgenza, preferiva caparbiamente affidarla a soggetti non provvisti dell’idonea professionalità pur di non attribuirla al ricorrente, persistendo in tale atteggiamento per un lungo periodo di tempo anche in presenza di specifiche pronunce giurisdizionali.
Il TAR ha sottolineato come da un tale comportamento vessatorio nei confronti del medico, dovesse ritenersi essere certamente scaturito un danno, costituito dalle diverse componenti che la giurisprudenza civilistica ha efficacemente enucleato (biologico, morale, esistenziale, professionale. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
Una sola assenza ingiustificata? Il dipendente non deve essere condannato
Il fatto che in alcuni enti l'assenteismo sia una prassi generalizzata non giustifica la condanna del dipendente che commette una sola assenza ingiustificata: è giunta a questa conclusione la Corte di Cassazione, che attraverso la sentenza n.30346 ha annullato la condanna per truffa nei confronti di un impiegato pubblico che lavora in un ente dove la pratica di timbrare il cartellino e poi uscire era assai diffusa.
Vacanza rovinata? Fate valere i vostri diritti
Il rientro dalle ferie coincide per alcuni italiani con l'inizio di un nuovo periodo, quello del penoso calvario che mette a confronto delle agenzie di viaggio i consumatori delusi da pacchetti vacanze pieni di disservizi e delusioni. Ma com'è possibile fare rispettare e quantificare il danno da vacanza rovinata?
8 mesi di reclusione al dirigente medico che rifiuta di assistere un collega
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dal medico contro la sentenza di appello che aveva confermato la condanna alla pena di 8 mesi di reclusione per il reato di omissione di atti d’ufficio.
Il medico era imputato perché, in turno di reperibilità, quale dirigente medico del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Civile fino alle ore 14,00, alla richiesta di aiuto, rivoltagli da una collega specializzata in ginecologia, rifiutava di assisterla nell'esecuzione di urgente intervento di taglio cesareo riferendo, mentre era intento a guardare una partita in televisione, di aver già timbrato l'uscita ed ingiuriando la predetta collega, di fronte alla degente ed al personale paramedico.
La Suprema Corte ha affermato che la nozione di rifiuto implica un atteggiamento di diniego a fronte di una qualche sollecitazione esterna, e, laddove non sia espressamente prevista la necessità di un richiesta o di un ordine, questa, sollecitazione può essere costituita dall'evidente sopravvenienza in sé dei presupposti oggettivi che richiedono l'intervento.
Il medico era imputato perché, in turno di reperibilità, quale dirigente medico del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Civile fino alle ore 14,00, alla richiesta di aiuto, rivoltagli da una collega specializzata in ginecologia, rifiutava di assisterla nell'esecuzione di urgente intervento di taglio cesareo riferendo, mentre era intento a guardare una partita in televisione, di aver già timbrato l'uscita ed ingiuriando la predetta collega, di fronte alla degente ed al personale paramedico.
La Suprema Corte ha affermato che la nozione di rifiuto implica un atteggiamento di diniego a fronte di una qualche sollecitazione esterna, e, laddove non sia espressamente prevista la necessità di un richiesta o di un ordine, questa, sollecitazione può essere costituita dall'evidente sopravvenienza in sé dei presupposti oggettivi che richiedono l'intervento.
Rilevanza del protocollo operativo nella esclusione delle mansioni superiori
la norma contrattuale collettiva per l'inquadramento nel livello superiore prevedeva, in via alternativa, o il coordinamento di altri lavoratori e l'assunzione del loro operato, oppure il possesso di una particolare specializzazione.
Non era stato dedotto , nè dimostrato, che i lavoratori del “118” avessero la responsabilità dell'operato di altri lavoratori.
Né le mansioni che gli interessati affermavano di avere svolto erano tali da richiedere una particolare specializzazione, perché quelle determinate attività dovevano essere effettuate in base ad un protocollo specifico, e che per la parte più delicata dovevano sempre essere presenti un infermiere professionale ed un medico. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
Non era stato dedotto , nè dimostrato, che i lavoratori del “118” avessero la responsabilità dell'operato di altri lavoratori.
Né le mansioni che gli interessati affermavano di avere svolto erano tali da richiedere una particolare specializzazione, perché quelle determinate attività dovevano essere effettuate in base ad un protocollo specifico, e che per la parte più delicata dovevano sempre essere presenti un infermiere professionale ed un medico. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
Il certificato di un medico non afferente al SSN è valido per giustificare l'assenza per malattia
Nella vicenda di causa, la contestazione disciplinare alla base del licenziamento intimato, riguardava la modalità della certificazione medica inviata dal dipendente per giustificare l'assenza per malattia che, secondo il datore di lavoro, sarebbe stata irrituale in quanto proveniente da un medico non facente parte del Servizio Sanitario Nazionale con conseguente, asserita, irregolarità formale.
La Corte di Cassazione ha affermato che la detta irregolarità non poteva ritenersi sussistente, in quanto la Legge n. 300 del 1970 [cd. Statuto dei Lavoratori], non prescrive che la certificazione medica comprovante lo stato di malattia del lavoratore debba essere rilasciata da "un sanitario del servizio sanitario nazionale". [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
La Corte di Cassazione ha affermato che la detta irregolarità non poteva ritenersi sussistente, in quanto la Legge n. 300 del 1970 [cd. Statuto dei Lavoratori], non prescrive che la certificazione medica comprovante lo stato di malattia del lavoratore debba essere rilasciata da "un sanitario del servizio sanitario nazionale". [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
E' illegittimo negare al paziente la copia del Riassunto Clinico
la documentazione sanitaria relativa ad un ricovero ed eventuale intervento chirurgico con i relativi esami diagnostici, rientra nell’amplissima nozione di “documento amministrativo”, trattandosi di atti interni detenuti dalla struttura ospedaliera, in relazione all'attività di pubblico interesse dalla stessa svolta al fine di assicurare al cittadino una adeguata assistenza sanitaria, e così il diritto primario e fondamentale alla salute.
La documentazione sanitaria, proprio perché contiene dati “sensibili” sulla salute del cittadino, non può non essere portata a conoscenza del diretto interessato. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
Prescrizione farmaci e danni al produttore
Il Consiglio di Stato ha dichiarato ammissibile l’impugnazione della deliberazione regionale che, accanto a numerose disposizioni organizzative, conteneva l'imposizione ai medici, sia ospedalieri sia di medicina generale, che avessero ritenuto necessaria una terapia con inibitori della pompa protonica, di prescrivere esclusivamente farmaci il cui costo per giorno di terapia - riferito al prezzo al pubblico - non fosse stato superiore ad un certo importo o a eventuale diverso prezzo siccome ridefinito con procedimento del Servizio Assistenza Farmaceutico della Direzione Sanità in seguito ad intervenute modifiche di prezzi al pubblico disposta dall'Amministrazione Centrale.
Inammissibile la nomina anticipata dell'amministratore di sostegno
L'istante, dopo aver valorizzato la centralità del consenso dell'interessato in relazione alla somministrazione dei trattamenti sanitari, chiedeva che l'incarico all’amministratore di sostegno fosse destinato ad operare con la perdita della propria capacità determinativa, nel caso il richiedente venisse a risultare affetto da una "da malattia allo stato terminale, malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile gravemente invalidante o malattia che costringa a trattamenti invasivi e permanenti con macchina o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione".
E' illegittimo negare al paziente la copia del Riassunto Clinico
la documentazione sanitaria relativa ad un ricovero ed eventuale intervento chirurgico con i relativi esami diagnostici, rientra nell’amplissima nozione di “documento amministrativo”, trattandosi di atti interni detenuti dalla struttura ospedaliera, in relazione all'attività di pubblico interesse dalla stessa svolta al fine di assicurare al cittadino una adeguata assistenza sanitaria, e così il diritto primario e fondamentale alla salute.
La documentazione sanitaria, proprio perché contiene dati “sensibili” sulla salute del cittadino, non può non essere portata a conoscenza del diretto interessato.
La documentazione sanitaria, proprio perché contiene dati “sensibili” sulla salute del cittadino, non può non essere portata a conoscenza del diretto interessato.
Danni alla funzione visiva per uso di videoterminali
Il giudice può fondare la propria decisione anche su una consulenza tecnica stragiudiziale, integrante al pari della consulenza di parte una semplice allegazione difensiva, ben potendo trarre da essa utili elementi per il principio della libera formazione del proprio convincimento, purché fornisca adeguata motivazione di tale sua valutazione, motivazione che, nel caso di specie, era tanto più necessaria, in considerazione del diverso parere espresso dal consulente tecnico di ufficio circa la esistenza della malattia denunciata e della sua ricollegabilità alla prestazione lavorativa di collaudatore con l'uso di videoterminali. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
Prescrizione farmaci e danni al produttore
Il Consiglio di Stato ha dichiarato ammissibile l’impugnazione della deliberazione regionale che, accanto a numerose disposizioni organizzative, conteneva l'imposizione ai medici, sia ospedalieri sia di medicina generale, che avessero ritenuto necessaria una terapia con inibitori della pompa protonica, di prescrivere esclusivamente farmaci il cui costo per giorno di terapia - riferito al prezzo al pubblico - non fosse stato superiore ad un certo importo o a eventuale diverso prezzo siccome ridefinito con procedimento del Servizio Assistenza Farmaceutico della Direzione Sanità in seguito ad intervenute modifiche di prezzi al pubblico disposta dall'Amministrazione Centrale.
Il Consiglio di Stato, affermava che una tale determinazione era idonea, nella sostanza, ad addossare al paziente utilizzatore di un farmaco un costo più elevato di quello rimborsabile, influenzando negativamente il consumo di tali prodotti, con evidente danno economico del produttore. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
Il Consiglio di Stato, affermava che una tale determinazione era idonea, nella sostanza, ad addossare al paziente utilizzatore di un farmaco un costo più elevato di quello rimborsabile, influenzando negativamente il consumo di tali prodotti, con evidente danno economico del produttore. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]
Vietare al figlio di passare le vacanze con l'ex coniuge è reato
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di una madre che intendeva vietare all'ex marito di passare un periodo di vacanza con il figlio (sentenza n. 27995), richiamando l'attenzione di tutti i genitori separati a non ostacolare i rapporti degli ex coniugi con i figli.

