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Provoca un sinistro con un passeggero sul motorino: l'assicurazione pagherà comunque

Contributed by Admin on 15 Giu 2009 - 10:46
Possessori di motorini, leggete con attenzione la vostra polizza assicurativa: conoscerne le condizioni potrebbe risparmiarvi molti affanni nel caso in cui rimaneste coinvolti in un sinistro con un passeggero a bordo. È quanto si evince dalla sentenza 12270 della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di un'assicurazione convinta di non dover risarcire un suo assicurato possessore di un motorino perché durante un sinistro aveva a bordo un passeggero.

intercettazioni ambientali in ospedale

Contributed by Admin on 15 Giu 2009 - 10:27
Sono ammissibili e possono essere utilizzate nel procedimento penale le intercettazioni ambientali eseguite nella stanza di un ospedale deve escludersi che la stanza di degenza di un ospedale, luogo lato sensu pubblico, posto sotto il diretto controllo del personale ospedaliero, rientri nel concetto di privata dimora, non potendosi considerare nel “possesso” esclusivo delle singole persone ricoverate, alle quali non compete un indifferenziato “ius excludendi alios”. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

responsabilità per omessa utilizzazione di macchine diagnostiche

Contributed by Admin on 12 Giu 2009 - 08:59
E’ responsabile ed è tenuto a risarcire il danno causato alla Azienda Sanitaria il “primario” che, proponendo ai vertici amministrativi l’acquisto di un certo macchinario diagnostico, rendendosi partecipe di una vicenda gestionale che abbia comportato l’impiego di ingenti somme stanziate nel bilancio, lo abbia fatto omettendo una preventiva quanto attenta valutazione sulle reali condizioni di impiego del bene e, successivamente, disinteressandosi delle sorti dello stesso che rimaneva inutilizzato.
Vi è anche responsabilità del Direttore Sanitario, il quale, trattandosi di una apparecchiatura elettromedicale, aveva espresso un parere di connotazione tecnica che avrebbe dovuto essere supportato da una istruttoria prioritariamente volta ad accertare, in relazione alle caratteristiche tecnologiche, quelle che sarebbero state le concrete modalità di impiego in relazione al fabbisogno riscontrabile nella prassi sanitaria, anche in considerazione del fatto che era di sua esclusiva competenza la direzione ai fini organizzativi dei servizi sanitari che dall’acquisto dell’apparecchiatura avrebbero dovuto trarre gli auspicati vantaggi. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

assoluzione del medico non esclude la responsabilità dell'ospedale

Contributed by Admin on 12 Giu 2009 - 08:53
il rigetto della domanda di risarcimento nei confronti di un medico non è sufficiente ad escludere la responsabilità del presidio ospedaliero.
È infatti pur sempre configurabile una responsabilità autonoma e diretta della struttura ospedaliera ove il danno subito dal paziente risulti causalmente riconducibile ad una inadempienza alle obbligazioni ad essa facenti carico, anche in vista di eventuali complicazioni od emergenze.
Una responsabilità dell'ospedale può configurarsi anche nella insufficienza delle apparecchiature a disposizione per affrontare la prevedibile emergenza, ovvero nel ritardo nel trasferimento del paziente in un centro ospedaliero attrezzato. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

radiazione disciplinare dalla professione medica

Contributed by Admin on 10 Giu 2009 - 11:13
il termine quinquennale di prescrizione dell'azione disciplinare nei confronti dei sanitari non decorre nel caso in cui sia iniziato, a carico dell'incolpato, un procedimento penale, e tale effetto interruttivo permane per tutto il tempo in cui il procedimento penale abbia corso.
Diversamente opinando, difatti, da un canto, considerati i tempi del procedimento penale, l'azione disciplinare sarebbe il più delle volte già prescritta prima ancora della sua materiale proposizione, e, dall'altro, la norma di cui al D.P.R. n. 221/1950, art. 44, risulterebbe del tutto inapplicabile, poiché essa impone all’organo amministrativo di attendere l'esito e le valutazioni del Giudice penale, così subordinando l'azione disciplinare alla conclusione del procedimento penale.
Nel caso di specie, la Corte di Cassazione confermava l’applicazione della sanzione disciplinare consistente nella radiazione dalla professione come conseguenza del grave reato commesso.  Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net

conferimento incarico struttura complessa per meno di cinque anni

Contributed by Admin on 10 Giu 2009 - 11:07
nella procedura di affidamento dell’incarico di direttore di struttura complessa, spetta al direttore generale l’attribuzione all'uno o all'altro degli idonei con atto discrezionale adottato nell'esercizio delle capacità e dei poteri del privato datore di lavoro. Tra gli elementi discrezionalmente valutabili dal direttore generale può ben essere ricompresa la opportunità di assicurare la gestione del servizio per un determinato arco di tempo. Non presenta dunque profili di illegittimità la scelta di un candidato che assicuri l'espletamento dell'incarico per un tempo ritenuto congruo nell'interesse dell'Azienda.
Perde quindi rilievo il problema se sia possibile o meno al direttore generale conferire un incarico per un periodo di tempo inferiore a cinque anni. La astratta possibilità prevista dall'art. 29 del CCNL di conferimento dell'incarico per un tempo inferiore ai cinque anni, se rende legittima una siffatta decisione, non toglie validità alla diversa opzione del direttore generale di nominare un candidato che assicuri il mantenimento delle funzioni per un periodo di tempo non inferiore al quinquennio. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

responsabilità medica, livello di abilità richiesta nei trattamenti

Contributed by Admin on 08 Giu 2009 - 10:14
il professionista, il medico specialista in particolare, è tenuto non già a una prestazione professionale comune bensì ad una condotta specifica particolarmente qualificata, in ragione del proprio grado di abilità tecnico-scientifica nel settore di competenza.
Quando l'intervento da cui sia derivato il danno non presenti particolari difficoltà di esecuzione, l'avvenuta dimostrazione, a vantaggio del paziente danneggiato, dell'aggravamento della situazione patologica ovvero dell'insorgenza di una nuova patologia sarà idonea a fondare una presunzione semplice in ordine all'inadeguata o negligente prestazione. Spetterà, quindi, al medico fornire la prova che la prestazione sia stata eseguita in maniera diligente e che gli esiti peggiorativi siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

mobbing nel pubblico impiego

Contributed by Admin on 08 Giu 2009 - 10:11
Il termine mobbing è stato coniato agli inizi degli anni settanta dall’etologo Konrad Lorenz, per descrivere un particolare comportamento di alcune specie di animali che circondano in gruppo un proprio simile e lo assalgono per allontanarlo dal branco.
Il primo a parlare di mobbing, quale condizione di persecuzione psicologica nell’ambiente di lavoro, è stato alla fine degli anni 80, lo psicologo svedese Heinz Leymann che lo definiva come una comunicazione ostile e non etica diretta in maniera sistematica da parte di uno o più individui generalmente contro un singolo, progressivamente spinto in una posizione priva di appoggio e difesa.

Le possibili azioni traumatiche possono riguardare la marginalizzazione dell’attività lavorativa, lo svuotamento delle mansioni, il cosiddetto demansionamento del lavoratore, per isolarlo ed obbligarlo al trasferimento od alle dimissioni.

Il demansionamento costituisce sempre lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della personalità del lavoratore nel luogo di lavoro, tutelato dagli artt. 1 e 2 della Costituzione ed il danno che ne deriva è suscettibile di per sé di risarcimento.

Gli studiosi in materia hanno peraltro sottolineato che l’attività “mobbizzante” può anche non essere di per sé illecita od illegittima od immediatamente lesiva, dovendosi considerare la sommatoria dei singoli episodi che nel loro insieme tendono a produrre il danno nel tempo ed in effetti l’ingiustizia del danno deve sempre essere ricercata valutando complessivamente i diversi atti, intesi come comportamenti e/o procedimenti.

La Corte dei Conti, nel caso specifico, ha ritenuto sanzionabile la condotta del dirigente per aver rivestito i tratti caratteristici della colpa grave in quanto assunta allo scopo di sanzionare la dipendente – al di fuori di un regolare procedimento disciplinare e dalle garanzie del contraddittorio previste dalla legge – in contrasto con le disposizioni in materia di mansioni nonché con i principi di  trasparenza,  buon   andamento ed  imparzialità  della Pubblica Amministrazione. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]


l'abitualità del lavoro autonomo non è presupposto IRAP

Contributed by Admin on 08 Giu 2009 - 10:07
L'imposta colpisce, un fatto economico, diverso dal reddito, comunque espressivo di capacità di contribuzione in capo a chi, in quanto organizzatore dell'attività, è autore delle scelte dalle quali deriva la ripartizione della ricchezza prodotta tra i diversi soggetti che, in varia misura, concorrono alla sua creazione.

Mentre l'elemento organizzativo è connaturato alla nozione stessa di impresa, altrettanto non può dirsi per quanto riguarda l'attività di lavoro autonomo, ancorché svolta con carattere di abitualità, nel senso che è possibile ipotizzare un'attività professionale svolta in assenza di organizzazione di capitali o lavoro altrui. Ma è evidente che nel caso di una attività professionale che fosse svolta in assenza di elementi di organizzazione risulterà mancante il presupposto stesso dell'imposta sulle attività produttive, per l'appunto rappresentato dall'esercizio abituale di un'attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi, con la conseguente inapplicabilità dell'imposta stessa: all'esito dell'accertamento di fatto si osservava che nel caso si era in presenza di un lavoratore autonomo - medico di base – in possesso di beni strumentali limitati (un'automobile e mobili per lo studio in affitto e senza alcun collaboratore dipendente). [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

assistente medico cardiologo, esercente attività presso casa di cura e riabilitazione privata

Contributed by Admin on 08 Giu 2009 - 10:03
Ai fini della qualificazione del rapporto di lavoro, essendo l’iniziale contratto causa di un rapporto che si protrae nel tempo, la volontà che esso esprime ed il nomen iuris che utilizza non costituiscono fattori assorbenti, diventando l’esecuzione, per il suo fondamento nella volontà inscritta in ogni atto di esecuzione, la sua inerenza all’attuazione della causa contrattuale e la sua protrazione, non solo strumento d’interpretazione della natura e della causa del rapporto di lavoro (ai sensi dell’art. 1362 secondo comma cod. civ.), bensì anche espressione di una nuova eventuale volontà delle parti che, in quanto posteriore, modifica la volontà iniziale conferendo, al rapporto, un nuovo assetto negoziale.

sanità chiavi in mano: limiti agli appalti global service

Contributed by Admin on 02 Giu 2009 - 14:50
la questione sottoposta al giudice amministrativo atteneva alla valutazione di legittimità di un bando con cui una azienda ospedaliera intendeva affidare in un unico lotto indivisibile l’appalto per la fornitura in “global service” di tutto il materiale, sanitario e non sanitario, necessario, nello specifico, al dipartimento di Cardioscienze, escluse le specialità farmaceutiche per un importo annuo di  24 milioni di Euro, per una durata di nove anni pari a complessivi ¤ 216 milioni, comprendenti anche lavori sull’impianto idrosanitario, antincendio, elettrico, di climatizzazione, di distribuzione dei gas medicali, di installazione di strutture prefabbricate, la posa in opera di apparecchiature, di attrezzature e di quanto altro necessario per il corretto razionale funzionamento delle forniture secondo il criterio del “chiavi in mano”, seguendo le linee del “progetto guida” fornito dall’azienda medesima.

Il Tribunale amministrativo ha dichiarato la non correttezza di una siffatta procedura affermando – tra gli altri aspetti – come l'accorpamento di prestazioni che appaiono disomogenee, è illegittimo  ed irrazionale in considerazione degli effetti limitativi che esso produce in ordine alla partecipazione dei possibili concorrenti sia sotto il profilo strettamente giuridico che sotto quello funzionale. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

Ordini di servizio inutili per il riconoscimento di mansioni superiori

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 17:26
Il TAR ha rigettato la richiesta della dipendente del Ministero della Sanità (oggi della Salute)diretta ad ottenere il  reinquadramento in maggiore qualifica nonché alla corresponsione delle differenze stipendiali tra la qualifica di formale inquadramento e quella corrispondente ai servizi di fatto espletati.
In presenza di meri ordini di servizio provenienti da soggetti privi della potestas di immutazione dello status del dipendente, le mansioni (assertivamente) superiori svolte dalla ricorrente non danno diritto al beneficio della maggiore retribuzione né possono fondare, a fortiori, rivendicazioni volte ad ottenere il reinquadramento in qualifica funzionale superiore. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

Verifiche ispettive sulla appropriatezza dei ricoveri

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 17:24
A seguito di una lunga verifica ispettiva sulla appropriatezza dei ricoveri effettuati da una casa di cura, mediante il riscontro della rispondenza dell'attribuzione dei codici finalizzati alla determinazione della remunerazione delle prestazioni sanitarie erogate in regime di accreditamento - rispetto alle patologie riscontrate dall'esame del contenuto delle cartelle cliniche delle persone ricoverate, l’ASL ridefiniva la remunerazione spettante alla struttura disponendo la restituzione di oltre un milione di euro.
Il Consiglio di Stato ha annullato la delibera, affermando la illegittimità delle modalità di controllo utilizzate dalla Commissione.
Il riscontro delle cartelle cliniche dei pazienti doveva essere effettuato alla presenza costante dei responsabili e sanitari della clinica come era indefettibile la redazione del verbale secondo le modalità prescritte dall'ordinamento di settore. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

ASL deve garantire la sicurezza dei dipendenti anche contro le aggressioni

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 17:22
La ricorrente dipendente di una USL, subiva una aggressione (per vendetta) nei locali dell’ambulatorio del distretto, riportando lesioni psico-fisiche (trauma cranico, ecchimosi varie, lesioni all'apparato visivo causate dal lancio o colpo di una bottiglia o di un bicchiere, disturbi post-traumatici da stress, attacchi di panico, somatizzazioni).
La dipendente sosteneva la responsabilità dell’amministrazione per aver omesso di adottare le cautele opportune dirette ad evitarle l'aggressione da parte di terzi, in violazione dell'obbligo di tutela delle condizioni di lavoro posto a carico del datore di lavoro dall'articolo 2087 del codice civile
Il Consiglio di Stato, in parziale accoglimento  delle istanze della lavoratrice, ha affermato la violazione del principio  secondo il quale il titolare di un’organizzazione, preordinata alla gestione dei servizi, deve curare la prevenzione dai rischi di incidenti, siano o meno di origine illecita, e tali da pregiudicare o danneggiare le persone addette. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

Musica negli studi medici

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 17:17
Il pubblico rilevante, anche in ragione della normativa comunitaria (direttiva 1992/100; 2001/29), è solo quello che volontariamente sceglie un luogo per ascoltare musica, "non certo i clienti di uno studio dentistico, che solo occasionalmente si ritrovano ascoltatori di brani musicali".

Sigarette Lights: ingannevolezza del messaggio e risarcimento del danno

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 17:14
Un fumatore conveniva dinanzi al Giudice di Pace la società produttrice delle  sigarette che era solito consumare per sentirla condannare al risarcimento dei danni, derivanti dall'ingannevolezza dei descrittivi - "Lights" ed "Extra Lights" apposti sul contenitore, per effetto dei quali egli, già fumatore di sigarette “normali”, era passato a questo tipo di più "leggero", nella convinzione indotta che esse fossero meno dannose, raddoppiando il consumo del prodotto.
La Suprema Corte, cassando la sentenza del Giudice di Pace che aveva accolto la richiesta risarcitoria, ha indicato alcuni principi in materia affermando che:
  • L'apposizione, sulla confezione di un prodotto, di un messaggio pubblicitario considerato ingannevole (nella specie il segno descrittivo "LIGHT" sul pacchetto di sigarette) può essere considerato come fatto produttivo di danno ingiusto, obbligando colui che l'ha commesso al risarcimento del danno, indipendentemente dall'esistenza di una specifica disposizione o di un provvedimento che vieti l'espressione impiegata.
  • Il consumatore che lamenti di aver subito un danno per effetto di una pubblicità ingannevole ed agisca per il relativo risarcimento, non assolve al suo onere probatorio dimostrando la sola ingannevolezza del messaggio, ma è tenuto a provare l'esistenza del danno, il nesso di causalità tra pubblicità e danno, nonché (almeno) la colpa di chi ha diffuso la pubblicità, concretandosi essa nella prevedibilità che dalla diffusione di un determinato messaggio sarebbero derivate le menzionate conseguenze dannose.
  • La pubblicità ingannevole non integra di per sé sola (in assenza di ipotesi di reato) la lesione di un valore della persona umana costituzionalmente protetto, dalla quale possa derivare un danno non patrimoniale, risarcibile ai sensi dell'art. 2059 c.c.". [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

Responsabilità per omissione - Sussistenza del nesso di causalità

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 17:10
Il rapporto di causalità tra omissione ed evento, nel reato colposo omissivo improprio, non può ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente di probabilità statistica, ma deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica; esso è configurabile solo se si accerti che, ipotizzandosi come avvenuta l'azione che sarebbe stata doverosa ed esclusa l'interferenza di decorsi causali alternativi, l'evento, con elevato grado di credibilità razionale, non avrebbe avuto luogo ovvero avrebbe avuto luogo in epoca significativamente posteriore o con minore intensità lesiva.  [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

Indennità di polizia giudiziaria. Requisiti

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 17:03
L’art. 55 del DPR 270 del 1987 prevede l’indennità di polizia giudiziaria in favore del personale a cui sia stata attribuita dall’autorità competente la qualifica di agente od ufficiale di polizia giudiziaria. La fonte normativa è chiara: serve uno specifico atto di attribuzione di tale qualifica.  E' necessario individuare specificatamente i veterinari in possesso di tale qualifica.

 E’ bene chiarire, in proposito, proprio con riguardo all’atto di attribuzione della qualifica, che se un soggetto ha tale qualifica di polizia giudiziaria per legge, nulla a lui dovrebbe spettargli, rientrando i compiti connessi a detta qualifica fra quelli già considerati per determinare la retribuzione.

 Ed invero, l’art. 55 in commento (assegnazione di indennità in aggiunta allo stipendio e intervento dell’autorità competente) può avere un senso, solo in quanto l’attribuzione della qualifica di agente o ufficiale di p.g. non sia già assegnata dalla legge, ma costituisca un quid pluris che la competente autorità ritenga di aggiungere, sempre che lo faccia, ai compiti già spettanti. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]


I suoceri ingombranti rendono la vita di coppia impossibile? La separazione è lecita

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 16:52
Andavano d'amore e d'accordo, ma i suoceri di lui gravavano su ogni decisione familiare, dividendo i coniugi e mettendo in difficoltà l'armonia della coppia. Giunto al limite della sopportazione, il marito si è risolto a chiedere la separazione, ma non ha voluto rinunciare a vedere il figlio adolescente. La controversia è finita davanti a una corte di tribunale, e al termine dei tre gradi di giudizio la Corte di Cassazione (sentenza 11922 dello scorso 22 maggio) ha dato pienamente ragione al marito, confermando, oltre alla separazione senza addebito, la decisione della Corte d'Appello di Roma di non imporre orari o giorni di visita al figlio. Nelle motivazioni della sentenza la prima sezione civile ha precisato l'inesistenza di elementi dai quali poter desumere che l'allontanamento dalla casa coniugale possa essere stato determinato da ragioni contrarie agli obblighi inerenti il matrimonio, interpretando il distacco come conseguenza del venir meno dell'affetto coniugale, piuttosto che come causa del fallimento del matrimonio, portando a carico di questo esito l'atteggiamento ostile e invadente dei suoceri.

L'immigrato può ricongiungersi con i figli anche se non ha un posto fisso

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 16:52
Se ha un reddito annuo "lecito" non inferiore all'importo dell'assegno sociale, l'immigrato che svolge lavori saltuari può ricongiungersi con i figli maggiorenni. Con una sentenza di pochi giorni fa, la Corte di Cassazione ha chiarito come debbano essere interpretate le norme della legge Bossi-Fini sull'immigrazione. La sentenza è nata in seguito alla vicenda di un senegalese al quale il questore di Lecco aveva rifiutato il nulla osta per il ricongiungimento familiare perché non aveva un lavoro stabile. L'uomo ha impugnato il provvedimento di fronte al Tribunale di Milano vincendo la causa, decisione successivamente confermata prima dalla Corte d'Appello e poi dalla Cassazione, che ha chiuso il sipario su una vicenda che interessa migliaia di stranieri abitanti in Italia.

Svendere le azioni per scaricare l'imponibile è elusione

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 16:51
Svendere le azioni all'interno del gruppo di appartenenza al valore nominale e non a quello di mercato: una brutta abitudine posta in essere da molte aziende italiane, che grazie a questo piccolo stratagemma sono riuscite fino a ieri a scaricare le imposte, cioè a pagare meno tasse. Un'abitudine che la Corte di Cassazione, attraverso la sentenza 11659 dello scorso 20 maggio, ha dichiarato reato di elusione. Nella sentenza, infatti, la Suprema Corte ha precisato che nella valutazione della legittimità di un'operazione di vendita di titoli azionari è necessario guardare non solo al valore nominale ma va accertato, nel complesso, se l'unico scopo è il risparmio di imposta.

Telefonate personali, il dipendente pubblico che ne abusa commette peculato

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 16:50
Effettuare telefonate personali dall'apparecchio dell'ufficio pubblico è consentito, purché non se ne abusi. La norma è particolarmente stringente per i dipendenti pubblici, chiamati in causa dalla sentenza 21165 della Corte di Cassazione, risalente al 20 maggio scorso, nella quale è precisato che le telefonate sono ammesse solo per "costringenti e rilevanti esigenze personali". L'abuso del telefono d'ufficio da parte di un dipendente pubblico - ha precisato la sentenza - configura il reato di peculato, perché così facendo il lavoratore si appropria di denaro "in ragione del suo ufficio".

Attraversa la strada e viene investito. Pagherà una multa perché non era sulle strisce

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 16:49
Viene investito mentre attraversa la strada, ma anziché essere risarcito, dovrà pagare una multa. L'episodio è accaduto a Massa, dove un pedone è stato multato dalla polizia locale per aver attraversato la strada a meno di 100 metri da un passaggio pedonale. Superati i tre gradi di giudizio, dopo il ricorso della vittima, la Corte di Cassazione ha confermato la sanzione amministrativa (sentenza n. 11421) in applicazione della normativa che prevede l'obbligo per i pedoni di attraversare la strada sulle apposite strisce se queste sono a meno di cento metri di distanza dal luogo in cui si trova.

Cura Brunetta, chi falsifica il certificato medico rischia il carcere

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 16:48
I dipendenti pubblici rischiano di andare in carcere se falsificano un certificato medico per rimanere a casa dal lavoro. A stabilirlo è il decreto legislativo - recentemente pubblicato on line - sull'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, ennesimo capitolo della "rivoluzione Brunetta" contro i cosiddetti fannulloni dell'amministrazione pubblica. Nella fattispecie, il decreto prevede il carcere per false attestazioni o certificazioni, facendo riferimento a sanzioni penali che possono arrivare fino alla reclusione da uno a cinque anni, oltre a una multa da 400 a 1.600 euro. Le stesse sanzioni sono previste per il medico compiacente che concorre a produrre il falso certificato.

Telemarketing, call center nel mirino del garante della privacy

Contributed by Admin on 29 Mag 2009 - 16:48
I call center che stanno contattando i consumatori per fare promozioni e offerte commerciali avvalendosi del decreto Milleproroghe sono obbligati a utilizzare banche dati costituite sulla base degli elenchi telefonici precedenti il 1° agosto 2005. Lo ha precisato il Garante per la privacy con un provvedimento di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il quale stabilisce anche che le aziende impegnate nel telemarketing non potranno utilizzare il periodo di deroga per chiedere il consenso degli interessati a futuri contatti, né potranno cedere i dati raccolti a terzi. Il decreto Milleproroghe stabilisce che i numeri di telefono e gli indirizzi presenti nelle banche dati costituiti sulla base degli elenchi telefonici possano essere utilizzati fino al 31 dicembre 2009, e in ogni caso sono ammessi soltanto gli elenchi formati prima del 1° agosto 2005. La violazione della norma espone i call center a pesanti sanzioni amministrative, che vanno mediamente dai 30 ai 180mila euro, e nei casi più gravi possono arrivare a 300mila euro.
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