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Contributed by Admin on 30 Nov 2011 - 15:24
Un direttore generale e un direttore amministrativo ASL venivano condannati dalla Corte dei Conti al pagamento in favore dell’Azienda e per essa della Regione, rispettivamente alla somma di euro 500.000,00 e 25.000,00 per un il danno finanziario arrecato mediante comportamenti ritenuti caratterizzati da colpa grave. L’ASL nel determinare i budget delle strutture private, tra cui quello relativo ad una specifica casa di cura, aveva erroneamente interpretato la legge regionale in ordine al calcolo del tetto di spesa consentito, comprendendo nello stesso anche l’utenza extraregionale; aveva poi riconosciuto, sempre alla medesima casa di cura, un importo eccedente il tetto massimo di spesa; aveva infine autorizzato ancora nei confronti della stessa casa di cura, pagamenti di prestazioni svolte in favore di pazienti extra regionali, su posti letto autorizzati ma non accreditati. All’ammontare complessivo delle tre fattispecie di danno, pari ad Euro 53.772.758,15, la Procura riteneva dover aggiungere, secondo una valutazione equitativa ed in misura non inferiore al 20% del danno contestato, anche la lesione del danno all’immagine della P.A., determinata essenzialmente da comportamenti contrari ai principi fondamentali di organizzazione e di azione costituzionalmente rilevanti. La Procura regionale abruzzese proponeva appello avverso la sentenza di condanna chiedendone l’annullamento nella parte in cui veniva liquidato il danno via equitativa, ritenendo ingiustificata, irragionevole ed eccessiva la diminuzione dell’importo del pregiudizio finanziario addebitabile al DG e DS.
Contributed by Admin on 30 Nov 2011 - 15:21
Un medico pubblico dipendente era accusato di aver abusato di tale qualità e, al fine di trarne profitto, di aver proceduto al trattamento dei dati personali attinenti allo stato di salute di una paziente senza il consenso dell'interessata e l'autorizzazione del garante, al di fuori delle ipotesi consentite di cui al D.Lgs. n. 196 del 2003 rivelando a vari soggetti notizie concernenti la patologia di cui aveva sofferto. Il sanitario aveva utilizzato le informazioni attingendole anche dalla cartella clinica per difendersi in un giudizio intrapreso dalla paziente per ottenere il risarcimento dei danni e in altro procedimento civile.
Contributed by Admin on 30 Nov 2011 - 15:19
Un medico responsabile del servizio di continuità assistenziale è stato condannato a un anno di reclusione per il reato di omicidio colposo, avendo contribuito, secondo le risultanze processuali, alla morte di un giovane che dopo aver festeggiato il proprio compleanno con gli amici bevendo vino, birra, superalcolici in grande quantità ed assunto cannabinoidi ed eroina, entrava in uno stato comatoso dal quale non si risvegliava più.
Contributed by Admin on 12 Nov 2011 - 10:40
Nel caso in cui un vicino dovesse improvvisamente innalzare costruzioni in presunta violazione della normativa e dunque perpetrando un potenziale abuso edilizio, è considerata legittima la videoripresa o la riproduzione fotografica di tali attività potenzialmente illegittime senza rischiare una condanna per violazione della privacy degli edificatori.
Contributed by Admin on 02 Nov 2011 - 10:43
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una signora punita con una doppia multa per aver attraversato due semafori rossi allo stesso incrocio. “La violazione è doppia”, ha osservato la Suprema Corte
Contributed by Admin on 02 Nov 2011 - 10:40
La Cassazione ha reintegrato al lavoro un uomo licenziato per aver rigato l’auto del collega a seguito di un diverbio
Contributed by Admin on 31 Ott 2011 - 10:40
Due coniugi, per motivi inerenti alle precarie condizioni di salute della donna e per ragioni di natura economica, in occasione della quarta gestazione, si erano rivolti ad una struttura ospedaliera al fine di non dover più affrontare una nuova gravidanza e, su consiglio di un medico dipendente della medesima struttura, la paziente veniva sottoposta a un intervento di sterilizzazione, mediante legatura e sezione tubarica bilaterale. Ciononostante, accadeva che la donna era risultata di nuovo in stato interessante. I coniugi, anche se la nascita del figlio avrebbe messo a dura prova l'economia familiare, decidevano di portare comunque a termine la gravidanza non prevista né prevedibile, ma di seguito chiamavano in giudizio l’Azienda Sanitaria per ottenere il pagamento dei danni che asserivano aver subito.
Contributed by Admin on 31 Ott 2011 - 10:40
a fronte di un'algia in “sede 13”, una paziente si sottoponeva ad un ciclo terapico presso uno studio odontoiatrico, consistito nell'esecuzione di una devitalizzazione e quindi in un'apicectomia. Di seguito, la donna, agiva in giudizio per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla presunta erronea esecuzione del trattamento.
Contributed by Admin on 31 Ott 2011 - 10:35
13 ottobre: Si è svolto il CN di Federlavoro e Servizi Confocooperative. Ai lavori è intervenuto il segretario generale Mannino
Contributed by Admin on 31 Ott 2011 - 10:35
Con sentenza della Corte d’Appello di Milano veniva confermata a carico di un medico specialista in medicina dello sport la condanna per il delitto di omicidio colposo in danno di un ragazzo di quattordici anni che nel corso di un incontro di calcio si accasciava al suolo decedendo subito dopo. All'esame autoptico la vittima era stata riscontrata affetta da cardiomiopatia ipertrofica e la causa del decesso, riconducibile a tale patologia, individuata in un'aritmia ventricolare ipercinetica. Al sanitario era stato addebitato di aver rilasciato al giovane - a seguito di una visita specialistica - il certificato di idoneità sportiva agonistica malgrado questi avesse manifestato già in passato patologie di origine cardiaca che erano emerse anche nel corso della visita cardiologia eseguita nella medesima occasione.
Contributed by Admin on 31 Ott 2011 - 10:30
Un medico di medicina generale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, oltre ad esercitare la propria attività nell’immobile di sua proprietà,condivideva lo studio con altri colleghi anch’essi convenzionati e, saltuariamente, su richiesta degli interessati e a seguito di prenotazione di visita, con altri specialisti tutti appartenenti all’Area medica non chirurgica con attività di carattere non rischioso nè invasivo per i pazienti. A seguito di ispezione, la ASL adottava un atto di diffida sul presupposto che lo studio medico fosse un ambulatorio polispecialistico, per la cui apertura sono necessarie speciali autorizzazioni mancanti nella caso concreto.
Contributed by Admin on 24 Ott 2011 - 10:31
il Procuratore regionale presso la Corte dei Conti chiamava in giudizio il direttore di una Unità operativa di gastroenterologia che precedentemente era stato sottoposto a procedimento penale per essersi appropriato nell’esercizio della libera attività professionale intra-moenia di quote di spettanza della Azienda sanitaria relative a prestazioni fornite in favore di 49 pazienti per l’importo di € 1.299,52. Il procedimento penale si era concluso con sentenza di patteggiamento e la condanna alla pena di un anno e sei mesi di reclusione. Alla luce di quei fatti si chiedeva che il giudice contabile condannasse il sanitario al risarcimento del danno patrimoniale subito dal datore di lavoro per l’importo delle prestazioni rese e al risarcimento del danno all’immagine.
Contributed by Admin on 24 Ott 2011 - 10:24
Il segretario generale Mannino è intervenuto a Bologna a un seminario sulla specificità fiscale cooperativa e sulla sua distintività rispetto agli altri modelli di impresa
Contributed by Admin on 24 Ott 2011 - 10:19
Un Comune impugnava dinanzi al TAR alcuni provvedimenti con cui l’Azienda sanitaria trasferiva le competenze in materia di derattizzazione agli Enti locali.Il Comune si doleva che i provvedimenti impugnati violavano le disposizioni di legge statali e regionali in materia nonché alcuni atti normativi di rango secondario.
Contributed by Admin on 24 Ott 2011 - 10:17
Un professore ordinario di radiologia presso una facoltà di medicina e direttore della scuola di specializzazione in radiodiagnostica presso la medesima università, sistematicamente svolgeva la sua attività professionale anche presso una casa di cura privata, struttura convenzionata ed accreditata presso il Servizio sanitario nazionale, in violazione delle disposizioni di legge che definiscono le incompatibilità tra il ruolo di docente universitario a tempo pieno equiparato ai medici del servizio sanitario e l'esercizio di attività libero professionali in strutture private convenzionate. Nella struttura sanitaria l'imputato si faceva accompagnare da medici specializzandi ai quali però era preclusa, per la convenzione tra l'Asl e l'Università, l'attività di formazione al di fuori degli ospedali indicati nella convenzione stessa.
Contributed by Admin on 28 Set 2011 - 10:00
I familiari di un paziente deceduto presso una struttura ospedaliera in data 18.07.2005 a causa di infarto miocardio acuto complicato da scompenso cardiaco, agivano in giudizio nei confronti del medico curante, per ottenere il risarcimento del danno assumendo che questi, contattato il 12.07.2005 e il 13.07.2005, nonostante i sintomi che potevano far sospettare un infarto in atto, non aveva disposto il ricovero del paziente in ospedale. Il medico si costituiva in giudizio rilevando che i sintomi manifestati dal paziente non erano idonei a far sospettare l'insorgenza di un episodio di infarto e che non sussisteva alcun nesso causale tra il decesso e il preteso ritardo nel ricovero.
Contributed by Admin on 26 Set 2011 - 10:25
Dopo aver perso 300mila euro tra slot machine e “gratta e vinci”, un pensionato di Carrara ha fatto causa all’Asl perché convinto che l’ossessione per il gioco sia stata indotta dai farmaci che gli erano stati prescritti
Contributed by Admin on 26 Set 2011 - 10:22
In seguito alla morte di un conoscente che stava eseguendo lavori di ristrutturazione nella propria abitazione, un uomo è stato condannato per omicidio colposo.
Contributed by Admin on 26 Set 2011 - 10:20
Come noto, sfrattare un inquilino da casa propria non è mai facile, ed è particolarmente stressante se chi affitta non è in regola con i pagamenti. Ma se la procedura di sfratto va per le lunghe, si può produrre un danno per il locatore, che rischia di non poter fare fruttare l'immobile finché il conduttore non lo ha lasciato.
Contributed by Admin on 25 Set 2011 - 10:05
Una struttura ospedaliera e il medico operatore venivano chiamati in giudizio per essere condannati al risarcimento dei danni subiti da una paziente a seguito di un intervento di protesi al ginocchio. Dopo la dimissione la donna aveva ricevuto una copia della cartella clinica di ventiquattro pagine con all'interno atti relativi ad altra paziente e, successivamente, a seguito di rimostranze, le era stata consegnata una seconda copia della cartella clinica, questa volta composta da trentaquattro pagine.
Contributed by Admin on 21 Set 2011 - 10:03
Il punto di Confcooperative dopo l'approvazione al Senato del maxiemendamento sulla manovra
Contributed by Admin on 21 Set 2011 - 10:02
Una paziente veniva ricoverata presso una struttura ospedaliera per l’esecuzione di un intervento in laparoscopia che durante l’esecuzione veniva trasformato in laparotomia; all'esito, il referto della cartella clinica riportava "laparotomia- viscerolisi- resezione ovarica bilaterale”. La paziente contestava di aver prestato il consenso sia in relazione alla più semplice laparoscopia che in riferimento all’intervento in laparotomia.
Contributed by Admin on 21 Set 2011 - 09:56
"Paghiamo come le altre imprese. Sono leggenda le voci sugli sgravi fiscali". Marino su Corsera, QN, Ansa e Unita' sui rumours di una possibile ulteriore tassazione
Contributed by Admin on 21 Set 2011 - 09:55
In un giudizio tra un medico specialista in dermatologia e il condominio nel quale svolgeva l’attività, la Corte d'appello di Napoli rigettava l’impugnazione proposta contro la sentenza del Tribunale che aveva dichiarato illegittima la destinazione dell'appartamento di proprietà a suo studio professionale.
Contributed by Admin on 21 Set 2011 - 09:53
Conseguita l’idoneità alle funzioni primariali, un medico, nel 1988, veniva trasferito presso una USL con la qualifica di “Aiuto dirigente di nefrologia e dialisi”.
Il sanitario, sostenendo di aver svolto di fatto e senza soluzione di continuità (dalla data del trasferimento), le funzioni di direzione del servizio autonomo di nefrologia e dialisi, in quanto vacante il posto di primario di nefrologia, aveva chiesto al TAR per la Campania il riconoscimento del diritto al trattamento economico corrispondente alla posizione funzionale superiore del ruolo sanitario.
Il Tar per la Campania, nel 2007, respingeva il ricorso avendo rilevato che la non previsione in organico del posto di dirigente del servizio, e la non attivazione del servizio dei emodialisi, rendevano di fatto impossibile ipotizzare l'effettivo svolgimento del servizio di dirigenza.