La multa comminata dai vigili agli automobilisti “pinzati” a parlare al telefono cellulare senza auricolare va pagata in tutti i casi, anche quando non c’è una contestazione immediata. Lo ha stabilito la Seconda sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza n. 13118), che ha respinto il ricorso di una donna romana che nel 2005 si è vista recapitare a casa una multa per essere stata colta parlare al cellulare mentre era alla guida.

Nella circostanza, tuttavia la signora non è stata fermata dal vigile. A sua discolpa l’automobilista ha sostenuto che il vigile, essendo a una distanza tale da poter leggere il numero di targa ma non di vedere distintamente all’interno dell’abitacolo, non poteva provare di averla vista con certezza parlare al cellulare. Nonostante ciò, la Cassazione ha ordinato il pagamento della multa, evidenziando che “non e’ sufficiente dedurre la lontananza dell’agente dal luogo della violazione solo sulla base dell’omessa immediata contestazione, posto che tale accertamento puó essere effettuato anche a distanza che, per svariati motivi, non permette il fermo del veicolo”.

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