La responsabilità del tecnico nell’asseverazione del bonus 110%

La responsabilità del tecnico nell’asseverazione del bonus 110%

Con la pubblicazione l’8 agosto 2020 della circolare dell’agenzia delle entrate, si è completato il quadro normativo degli incentivi fiscali per i lavori di riqualificazione energetica degli edifici residenziali.

L’accesso al superbonus, come è noto, richiede che gli interventi debbano assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se non è possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

Per contrastare un uso indebito di questa agevolazione che potrebbe arrecare grave danno al bilancio dello stato, vengono rafforzate le misure di controllo con la previsione di adempimenti particolari che il soggetto committente dovrà ottenere il rilascio

  1. del visto di conformità, rilasciato dagli intermediari del fisco, dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta.
  2. dell’attestazione o asseverazione dei tecnici abilitati al rilascio delle certificazioni energetiche idonee a certificare l’esistenza dei requisiti tecnici e la congruità delle spese sostenute

dai professionisti e dai tecnici coinvolti.

Mentre per quel che riguarda il punto a) i professionisti abilitati al rilascio del visto di conformità devono, per legge, stipulare una polizza di r. c. professionale che “deve garantire i rischi derivanti dall’apposizione del visto di conformità, con  un massimale non inferiore alla soglia di 3.000.000 di euro, adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonché al numero dei visti di conformità, delle asseverazioni e delle certificazioni tributarie rilasciati”,

in relazione al punto b), trattandosi di una novità legata al decreto,  discuteremo le  conseguenze  derivanti dalll’infedele o non veritiera asseverazione  unitamente alle caratteristiche che dovrà avere la polizza di r. c. professionale.

Schematicamente, il decreto 34/2020 ha previsto

  • sanzioni penali. “Chiunque, nell’esercizio di una professione sanitaria o forense, o di un altro servizio di pubblica necessità, attesta falsamente, in un certificato, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da € 51 a € 5.161”
  • sanzioni amministrative, di natura pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa legge 24 novembre 1981, n 689.
  • informativa all’Ordine di appartenenza del tecnico dell’illecito penale commesso,
  • risarcimento del danno che deriva da una responsabilità civile verso il cliente (che comporta la decadenza dal beneficio) e verso il bilancio dello stato.

In relaziona a quest’ultimo punto, la responsabilità del tecnico che deve garantire il rilascio delle asseverazioni richieste dalla normativa è già coperto dalla propria polizza professionale imposta dal DPR 137/2012 o sarà necessario  stipulare una polizza aggiuntiva?

Per rispondere a questo interrogativo, a prescindere dall’esame delle condizioni di polizza, viene in aiuto l’art. 2 del DM dello sviluppo economico che prevede che “i soggetti responsabili delle attestazioni e asseverazioni devono stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500 mila euro, al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata”.

Alla luce della novità prevista dalla normativa, risulta quindi necessario che la polizza professionale sia integrata per recepire le caratteristiche imposte nel decreto asseverazioni, vale a dire:

  1. la finalità espressa dalla norma – garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato,
  2. l’indicazione dei riferimenti delle altre asseverazioni a cui è stata allegata.
  3. la previsione di un massimale specifico per questa fattispecie di illecito
  4. la congruità del massimale che deve essere commisurato alle attestazioni rilasciate, in ogni caso non inferiore a 500.000 euro.

Ciò potrebbe avvenire sia con l’inserimento di un’appendice contrattuale che integri il contratto esistente con gli obblighi definiti dalla norma – soluzione individuata da Generali Italia – oppure con un contratto ex novo che definisca le condizioni con cui assumere il rischio. Teniamo presente che una modalità di assunzione del rischio flessibile rispetto al quantitativo e all’importo delle asseverazioni potrebbe rivelarsi  necessaria per corrispondere alla ratio della norma. Infatti, supponendo che una polizza sia stata stipulata regolarmente, basterebbe un massimale divenuto insufficiente a seguito del’allegazione di altre asseverazioni per causare l’invalidità dell’asseverazione stessa. Questo perché la copia della polizza “costituisce parte integrante del documento di asseverazione a pena di invalidità dell’asseverazione medesima”.

Accanto a questa esistono inoltre altre potenziali criticità che potrebbero precludere l’operatività della garanzia? Sono molteplici le ragioni che possono portare una compagnia a non pagare un sinistro, ma per rimanere nell’ambito di quelle più significative per il tipo di rischio di cui stiamo discutendo, è importante sottolineare le seguenti

  • evento non sia coperto dalla polizza. Benchè il richiamo alle finalità della norma dovrebbe ridurre questo rischio, ciò nonostante non esiste un automatismo tale per cui al danno arrecato dal professionista allo stato, la compagnia assicurativa sia tenuta a manlevare il professionista
  • la sottoscrizione anche inconsapevole di dichiarazioni false. Ad esempio, secondo il modello di asseverazione, negli interventi di riqualificazione energetica si prevede che siano state rispettate le norme in materia di efficienza energetica e sicurezza. Cosa significa esattamente questa dichiarazione? Non è facile dare una risposta considerate le difficoltà interpretative delle norme in campo edilizio.
  • il comportamento evasivo della compagnia a fronte della richiesta di risarcimento del danno. Può accadere che la compagnia non si esprima subito sull’eventuale operatività della garanzia, costringendo l’assicurato a citarla in causa secondo l’art. 1917 comma 4 del c. c..

In  definitiva, l’intervento da parte del tecnico che fornisce una prestazione  indispensabile ai fini dell’erogazione del beneficio fiscale, dovrebbe imporgli la massima cautela  per tutti quei rischi legati all’interpretazione delle norme pur rappresentate in polizza e di adegutezza della polizza rispetto alle effettive necessità del tecnico.

F.A.Q.

Domande Frequenti

FAQ

  • Ci sono limiti al numero di unità immobiliari sulle quali posso effettuare gli interventi ai fini del sisma bonus?

    No, gli interventi antisismici possono essere effettuati su tutte le unità abitative. L’unico requisito è che esse si trovino nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

  • E’ necessario avere la residenza nella casa dove si faranno i lavori di ristrutturazione?

    I commi 9 e 10 dell’art,119 del DL Rilancio affermano che la detrazione compete su un massimo di n.2 unità immobiliari fermo restando il riconoscimento della detrazione per gli interventi sulle parti comuni. Ovviamente gli immobili sui quali sono effettuati gli interventi devono essere detenuti al di fuori dell’attività d’impresa e di lavoro autonomo.

  • Il credito 110% può essere ceduto solo al fornitore dell’intervento o a una banca oppure a qualsiasi titolare di partita IVA?

    In questo caso l’importo corrispondente alla detrazione spettante si trasforma in un credito d’imposta in capo al cessionario che a sua volta potrà cederlo ad altri soggetti. Quindi non vi è alcuna limitazione sui soggetti cessionari della detrazione

  • Il proprietario di un edificio sottoposto ai vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, vuole sostituire i serramenti. Può beneficiare del Superbonus?

    Si, anche se non viene realizzato nessun intervento trainante (cappotto termico o sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale) sull’edificio condominiale, purché la sostituzione dei serramenti determini il miglioramento delle due classi energetiche ovvero, se non possibile, il passaggio alla classe energetica più alta.

  • In caso di demolizione e ricostruzione dell’edificio, si può beneficiare del Superbonus?

    Sì, rientrano nel Superbonus anche gli interventi di demolizione e ricostruzione dell’edificio di cui al comma 1 lettera d) dell’articolo 3 del Dpr n. 380/2001.

  • Riguardo al visto di conformità è da considerare "visto leggero" o" visto pesante"?

    Con riferimento al visto di conformità relativo al bonus si tratta di “visto leggero”; nel caso siano stati effettuati gli interventi previsti dal DL Rilancio che consentono di fruire della detrazione del 110% ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura, il contribuente deve richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

  • Se cambio le finestre comprensive di infissi del mio appartamento in condominio posso beneficiare del Superbonus?

    Sì, se l’intervento è effettuato congiuntamente ad uno degli interventi trainanti effettuati dal condominio, si certifica il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio e le finestre comprensive di infissi possiedono le caratteristiche di trasmittanza termica indicate nel decreto 19 febbraio 2007.

  • Se il condominio realizza uno degli interventi trainanti (cappotto o caldaia) posso beneficiare del Superbonus anche per l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla mia singola unità immobiliare?

    Sì, anche al fine di consentire che gli interventi nel loro complesso realizzino il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

  • Se il mio edificio si trova in classe A3 mi basterà salire alla classe A4 per veder riconosciuta la detrazione ?.

    Sì, la legge specifica che dove non sia possibile conseguire il miglioramento di 2 classi energetiche, sia sufficiente il conseguimento della classe energetica più alta, per l’appunto l’A4.

  • Se sostituisco la caldaia del mio appartamento in condominio posso beneficiare del Superbonus?

    Sì, se l’intervento è effettuato congiuntamente ad uno degli interventi trainanti effettuati dal condominio e la caldaia possiede le caratteristiche indicate nell’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013

  • Un lavoratore dipendente quanto credito può cedere? Può cedere solo nei limiti della propria capienza fiscale: esempio se pago 6.000,00 euro l’anno di IRPEF posso cedere un credito di soli 40 mila euro?

    La norma non pare metta limiti alla cessione parziale della detrazione. A tale proposito il comma 3 dell’art.121 del DL Rilancio afferma che: i crediti d’imposta possano essere compensati sulla base di rate residue di detrazione non fruite garantendo un utilizzo parziale della cessione

  • Decreto rilancio – Ecobonus 110%

    Decreto rilancio – Ecobonus 110%

    Decreto rilancio – Ecobonus 110%

    Premessa

    A seguito del consolidamento dello scenario normativo relativo al Decreto Rilancio, siamo in grado di assistere con un ruolo attivo la clientela che intende cedere i crediti d’imposta connessi al Decreto Rilancio, sia in ambito Ecobonus che Sismabonus.

    Attraverso le nostre rappresentanze si prevediamo di erogare fin da subito:

    • il 102% di liquidità ai privati (proprietari e affittuari di abitazione) e condomini con offerta fino al 31.12.2020;
    • il 100% alle ditte esecutrici dei lavori che hanno accesso a Superbonus 110%.

    Sul fronte assicurativo, i clienti potranno sottoscrivere, contestualmente alla cessione del credito, polizze a copertura del rischio di eventi catastrofali per gli immobili oggetto dei lavori, che, secondo il “Decreto Rilancio”, godono in tal caso di una detrazione del 90% del premio pagato; agevolazioni specifiche sono dedicate inoltre alla responsabilità civile delle imprese edili e alla responsabilità civile professionale di ingegneri, architetti, geometri e tecnici per le attività di asseverazione. Dal 21 settembre i clienti potranno rivolgersi presso i nostri uffici per avviare l’iter di accesso al Superbonus che sarà operativo dal 15 ottobre 2020.
    Ricordiamo che il Decreto fa riferimento a clientela privata (proprietari e affittuari di abitazione), condomini e ditte esecutrici dei lavori.

    A maggior dettaglio precisiamo che sotto il profilo soggettivo gli interventi possono essere effettuati da:

    • Condomìni;
    • Persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;
    • Istituti autonomi case popolari (IACP);
    • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
    • Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, dalle organizzazioni di volontariato, dalle associazioni di promozione sociale;
    • Associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

    Quadro Normativo

    Riepiloghiamo di seguito il quadro normativo consolidatosi a seguito dei documenti attuativi emessi dalla Agenzia delle Entrate e dai ministeri competenti durante il mese di agosto.
    Il decreto-legge Rilancio ha introdotto una nuova percentuale di detrazione in misura pari al 110 per cento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici (cd. Superbonus 110%).

    La normativa prevede le possibilità alternative di:

    • portare in detrazione in cinque anni gli oneri sostenuti;
    • beneficiare di uno sconto in fattura pari al 100% delle spese sostenute da parte della ditta esecutrice;
    • cedere il credito corrispondente alla detrazione ad altri soggetti.

    L’opzione per la cessione diventerà operativa (secondo il provvedimento dell’agenzia delle entrate) a partire dal prossimo 15 ottobre 2020.

    F.A.Q.

    Domande Frequenti

    FAQ

  • Ci sono limiti al numero di unità immobiliari sulle quali posso effettuare gli interventi ai fini del sisma bonus?

    No, gli interventi antisismici possono essere effettuati su tutte le unità abitative. L’unico requisito è che esse si trovino nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

  • E’ necessario avere la residenza nella casa dove si faranno i lavori di ristrutturazione?

    I commi 9 e 10 dell’art,119 del DL Rilancio affermano che la detrazione compete su un massimo di n.2 unità immobiliari fermo restando il riconoscimento della detrazione per gli interventi sulle parti comuni. Ovviamente gli immobili sui quali sono effettuati gli interventi devono essere detenuti al di fuori dell’attività d’impresa e di lavoro autonomo.

  • Il credito 110% può essere ceduto solo al fornitore dell’intervento o a una banca oppure a qualsiasi titolare di partita IVA?

    In questo caso l’importo corrispondente alla detrazione spettante si trasforma in un credito d’imposta in capo al cessionario che a sua volta potrà cederlo ad altri soggetti. Quindi non vi è alcuna limitazione sui soggetti cessionari della detrazione

  • Il proprietario di un edificio sottoposto ai vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, vuole sostituire i serramenti. Può beneficiare del Superbonus?

    Si, anche se non viene realizzato nessun intervento trainante (cappotto termico o sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale) sull’edificio condominiale, purché la sostituzione dei serramenti determini il miglioramento delle due classi energetiche ovvero, se non possibile, il passaggio alla classe energetica più alta.

  • In caso di demolizione e ricostruzione dell’edificio, si può beneficiare del Superbonus?

    Sì, rientrano nel Superbonus anche gli interventi di demolizione e ricostruzione dell’edificio di cui al comma 1 lettera d) dell’articolo 3 del Dpr n. 380/2001.

  • Riguardo al visto di conformità è da considerare "visto leggero" o" visto pesante"?

    Con riferimento al visto di conformità relativo al bonus si tratta di “visto leggero”; nel caso siano stati effettuati gli interventi previsti dal DL Rilancio che consentono di fruire della detrazione del 110% ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura, il contribuente deve richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

  • Se cambio le finestre comprensive di infissi del mio appartamento in condominio posso beneficiare del Superbonus?

    Sì, se l’intervento è effettuato congiuntamente ad uno degli interventi trainanti effettuati dal condominio, si certifica il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio e le finestre comprensive di infissi possiedono le caratteristiche di trasmittanza termica indicate nel decreto 19 febbraio 2007.

  • Se il condominio realizza uno degli interventi trainanti (cappotto o caldaia) posso beneficiare del Superbonus anche per l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla mia singola unità immobiliare?

    Sì, anche al fine di consentire che gli interventi nel loro complesso realizzino il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

  • Se il mio edificio si trova in classe A3 mi basterà salire alla classe A4 per veder riconosciuta la detrazione ?.

    Sì, la legge specifica che dove non sia possibile conseguire il miglioramento di 2 classi energetiche, sia sufficiente il conseguimento della classe energetica più alta, per l’appunto l’A4.

  • Se sostituisco la caldaia del mio appartamento in condominio posso beneficiare del Superbonus?

    Sì, se l’intervento è effettuato congiuntamente ad uno degli interventi trainanti effettuati dal condominio e la caldaia possiede le caratteristiche indicate nell’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013

  • Un lavoratore dipendente quanto credito può cedere? Può cedere solo nei limiti della propria capienza fiscale: esempio se pago 6.000,00 euro l’anno di IRPEF posso cedere un credito di soli 40 mila euro?

    La norma non pare metta limiti alla cessione parziale della detrazione. A tale proposito il comma 3 dell’art.121 del DL Rilancio afferma che: i crediti d’imposta possano essere compensati sulla base di rate residue di detrazione non fruite garantendo un utilizzo parziale della cessione

  • Decreto rilancio

    Decreto rilancio

    Elementi essenziali della normativa “Decreto Rilancio”

    L’articolo 119 del Decreto Rilancio detta i requisiti a cui ci si deve attenere per poter beneficiare del Superbonus 110%.
    In estrema sintesi, deve trattarsi di interventi aventi ad oggetto:

    • L’isolamento termico delle superfici con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda;
    • La sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti;
    • L’adozione di misure antisismiche (cd. sismabonus).

    Limiti di spesa

    Per gli interventi di isolamento termico il Superbonus è calcolato su un ammontare complessivo delle spese pari a:

    • € 50.000 per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti site all’interno di edifici plurifamiliari;
    • € 40.000, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità immobiliari;
    • € 30.000, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di otto unità.

    Per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni degli edifici in condominio la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore ai seguenti importi:

    • € 20.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari;
    • € 15.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

    Per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari, la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 per singola unità immobiliare.

    Per gli interventi antisismici gli importi di spesa ammessi al Superbonus sono pari a:

    • € 96.000, nel caso di interventi realizzati su singole unità immobiliari;
    • € 96.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio, per gli interventi sulle parti comuni di edifici in condominio.

    Gli importi di cui sopra si intendono cumulabili qualora venga effettuato più di un intervento rientrante in ambito.
    Il Superbonus spetta anche per:

    • le spese sostenute per tutti gli interventi di efficientamento energetico indicati nell’articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013 (cd. “ecobonus”), nei limiti di detrazione o di spesa previsti da tale articolo per ciascun intervento (come la sostituzione di infissi, serramenti, schermature solari, sistemi di building automation…);
    • l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici di cui all’articolo 16-ter del citato decreto-legge n. 63 del 2013.

    La maggiore aliquota (110%) si applica solo se gli interventi sopra elencati sono eseguiti congiuntamente con almeno uno degli interventi di isolamento termico o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e semprechè assicurino, nel loro complesso, il miglioramento di due classi energetiche oppure, ove non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta e a condizione che gli interventi siano effettivamente conclusi.

    Il Superbonus spetta, infine, anche per le seguenti tipologie di interventi:

    • installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su determinati edifici, fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 48.000 per singola unità immobiliare e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico;
    • installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati, nel limite di spesa di 1.000 euro per ogni kWh.

    Il Superbonus non spetta per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli).

    Per maggiori informazioni https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/07/18/20G00095/sg

    Limitazione all’assistenza Assicurativa nel continento Africano

    L’evoluzione della Pandemia Covid-19 sta impattando il continente africano con un aumento esponenziale dei casi rilevati, molti Stati nell’intento di contenere la Pandemia stanno adottando misure di lockdown con la conseguente chiusura di spazi aerei e confini, inoltre sono state configurate ulteriori procedure come ad esempio l’obbligo di tampone in caso di spostamento.

    La combinazione di questi fattori, unita alla scarsità di strutture adeguate al trattamento di patologie gravi, ha limitato in questi giorni l’efficacia di alcune COMPAGNIE ASSICURATIVE specializzate in ASSISTENZA non garantendo lo standard di operatività.

    Secondo il rapporto dell’OMS, le infezioni da COVID-19 in Africa hanno superato in questi giorni i 500.000 casi spingendo quasi tutti i paesi ad adottare misure particolarmente restrittive per cercare di contenere il più possibile il contagio.

    Queste misure hanno causato e potrebbero nuovamente comportare limitazioni di operatività nei seguenti paesi: Angola, Benin, Botswana, Burkina Faso, Burundi, Cameroon, Cape Verde, Central African Republic, Chad, Comoros, Congo, Democratic Republic of the Congo, Cote d’Ivoire, Djibouti, Equatorial Guinea, Eritrea, Ethiopia, Gabon, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Kenya, Lesotho, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Mauritius, Mayotte, Mozambique, Namibia, Niger, Nigeria, Reunion, Rwanda, Saint Helena, Sao Tome and Principe, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Somalia, South Africa, Sudan, South Sudan, Eswatini (Swaziland), Tanzania, Togo, Uganda, Zambia, Zimbabwe.

    Nessuna incompatibilità derivante dal superamento dell’orario complessivo settimanale di 48 ore per i parasubordinati

    La Corte Costituzionale ha precisato di essersi già pronunciata in ordine alle prestazioni rese dai c.d. “medici incaricati” nell’ambito degli istituti di pena, chiarendo che esse “non ineriscono ad un rapporto di lavoro subordinato, ma sono inquadrabili nella prestazione d’opera professionale, in regime di parasubordinazione.
    Tale considerazione è assorbente anche rispetto alle richiamate deroghe previste in materia dalla normativa nazionale e europea e, in particolare, a quelle stabilite dall’art. 17, comma 5, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 (Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro), a tenore del quale le disposizioni relative alla durata massima dell’orario di lavoro non si applicano ai lavoratori la cui durata dell’orario di lavoro, a causa delle caratteristiche dell’attività esercitata, non è misurata o predeterminata o può essere determinata dai lavoratori stessi”.
    In sostanza, la Corte Costituzionale ha affermato che le norme limitative dell’orario di lavoro non si applicano ai rapporti di parasubordinazione, ma solo a quelli di lavoro subordinato.

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    Responsabilità medica: ginecologo assolto se il feto sarebbe morto comunque

    Per la Cassazione, va assolto dal reato di omicidio colposo il ginecologo sulla cui condotta non è stata raggiunta la soglia della rilevanza causale
    La Cassazione con la sentenza n. 8864/2020 (sotto allegata) chiarisce che se non è stata raggiunta la soglia probatoria della rilevanza della condotta del ginecologo, accusato di non aver praticato in tempo un cesareo, cagionando la morte del feto, il medico deve andare assolto con la formula “per non aver commesso il fatto.”

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    Medicinali omeopatici: il foglietto illustrativo non puo’ contenere istruzioni sulla posologia

    Conformemente all’articolo 8, paragrafo 3, lettere e) ed f), della direttiva de qua, le informazioni relative alla posologia nonché le indicazioni terapeutiche sono necessarie per i medicinali che richiedono un’autorizzazione all’immissione in commercio, contrariamente ai medicinali omeopatici di cui all’articolo 69, paragrafo 1, della medesima direttiva, soggetti unicamente ad una procedura specifica semplificata di registrazione.
    Orbene, per quanto riguarda questi ultimi medicinali, consentire che il foglietto illustrativo contenga, oltre alle indicazioni elencate al menzionato articolo 69, le istruzioni sulla posologia produrrebbe l’effetto di rendere vaga, incerta ed incoerente la delimitazione tra i medicinali medesimi e quelli che richiedono un’autorizzazione all’immissione in commercio e potrebbe, in definitiva, indurre gli utenti in errore riguardo alle caratteristiche del medicinale di cui trattasi.

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    La valutazione della colpa penale tra la legge ” Balduzzi ” e la l egge “Gelli”

    In sintesi, sotto la vigenza del D.L. n. 158 del 2012, poteva assumere rilievo, escludendo la illiceità penale, tanto una colpa (lieve) per l’adesione a linea guida inadeguata, sia una colpa (lieve) nell’adesione, ovvero applicando le raccomandazioni contenute nelle linee guida (genus nel quale potrebbe farsi rientrare, oltre all’adattamento alle specificità del caso concreto – cd. adempimento imperfetto – anche l’errore di esecuzione).
    Nel nuovo quadro definito dall’art. 590-sexies c.p., invece, la non punibilità può essere riconosciuta solo al sanitario che abbia fatto applicazione di linee guida correttamente individuate come appropriate, e che abbia errato nella loro applicazione.
    Di qui la necessità, per il giudice che si trovi a dover dare rilievo al fenomeno successorio, ove la colpa consista proprio nell’errore nella scelta – non ostativo all’applicazione del D.L. n. 158 del 2012, art. 3, comma 1 – di valutare la misura della esigibilità della corretta opzione. Diversamente, andrà valutata la misura della esigibilità della corretta attuazione.

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    Perdita di “chance” : i limiti alla risarcibilità della perdita della capacità di concorrenza rispetto ai medici dello stesso settore specialistico

    Con riguardo alla perdita di “capacità di concorrenza” professionale, anche perché allegato in termini generici e non circostanziati dal ricorrente, il danno da perdita di chance non può essere in concreto ravvisato e risarcito, in quanto non provato, atteso che il potere del Giudice di ricorrere alla via equitativa ex art. 1226 cod. civ. attiene, come è noto, al “quantum”, ferma restando la prova, che incombe sull’attore, dell’esistenza di un danno (prova che nella specie non è stata fornita)-
    In definitiva il ricorrente non ha allegato nè provato circostanze di fatto o elementi statistici/probabilistici atti a dimostrare quale sarebbe stata la sua prospettiva professionale post-specializzazione e/o i redditi che avrebbe potuto conseguire una volta avviata la vera e propria professione di medico-specialistica.
    Non può inoltre trascurarsi, in via generale, che allontanandosi temporalmente dal verificarsi dell’evento perturbatore, assumono rilevanza anche le possibili scelte alternative di organizzazione della propria vita (personale e professionale) che il singolo ha comunque nella sua disponibilità e che ha la libertà, ma anche l’onere, di assumere per porre rimedio alla situazione di difficoltà lavorativa, pur addebitabile al fatto ingiusto altrui.

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    Torquati Assicurazioni
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