Non spetta al primario di chirurgia od al chirurgo operatore il controllo diretto sul sangue

Non spetta al primario di chirurgia, nè al chirurgo operatore effettuare direttamente il controllo sul sangue, nè la regolare tenuta dei registri o la verifica della preventiva sottoposizione a tutti i test sierologici richiesti dalla legge della sacche di sangue trasfuse, in quanto si tratta di controlli di competenza del centro trasfusionale, che trasmette al reparto richiedente le sacche di sangue e plasma regolarmente etichettate, il che presuppone la tracciabilità del donatore come risultante dai registri alla cui tenuta è obbligato il centro trasfusionale, ed il superamento dei test obbligatori.

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L’abilitazione all’esercizio dell’attività di psicoterapeuta non puo’ essere apprezzata alla stregua di un titolo di specializzazione

Se in termini generali l’art. 3 L. n. 56 del 1989 prescrive per l’abilitazione all’attività di psicoterapeuta il conseguimento di una vera e propria specializzazione quadriennale “presso scuole di specializzazione universitaria o presso istituti a tal fine riconosciuti” , la ricorrente non risulta tuttavia in possesso di siffatta specializzazione, essendo abilitata all’esercizio della professione “in deroga a quanto previsto dall’articolo 3” e per effetto di una speciale legittimazione prevista a beneficio dei laureati entro l’anno accademico 1992-1993, in forza di un regime normativo transitorio, applicabile sino al quinto anno successivo alla data d’ingresso in vigore della L. n. 56 del 1989 (cfr. in proposito il relativo art. 35, comma 3).

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La guida in stato di ebbrezza può essere contestata anche se l’auto è parcheggiata.

È sufficiente la prova che il veicolo sia stato guidato poco tempo prima. La Corte di Cassazione respingendo il ricorso di un uomo sanzionato, ex articolo 187, comma 7, del Cds , per non essersi sottoposto all’alcol test dopo che una videoregistrazione lo aveva immortalato alla guida di un veicolo parcheggiato pochi minuti prima della richiesta da parte degli agenti. Il fatto di aver parcheggiato la vettura non consente di ritenere il conducente un semplice pedone.

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La impugnazione delle sanzioni per ricoveri inappropriati innanzi al GO

Se è vero che “la disciplina dei controlli anche sull’appropriatezza dei ricoveri spetta ad un atto autoritativo e vincolante di programmazione e di organizzazione di competenza regionale, e non già ad una fase concordata e convenzionale”, tuttavia quando non sia questo atto generale e autoritativo a formare oggetto dell’impugnazione – quale espressione di “vigilanza e controllo nei confronti del gestore” (art. 133, comma 1, lett. c, c.p.a.) – riemerge la giurisdizione del giudice ordinario, cui è rimesso il giudizio di congruità dell’attività svolta in concreto dalla struttura sanitaria rispetto ai parametri fissati dall’autorità regionale, che si traduce pur sempre nella verifica dell’adempimento delle prestazioni sanitaria cui la struttura è obbligata.

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Quando l’avvocato è responsabile per la perdita della causa

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1169/2020 (sotto allegata) rigetta il ricorso con cui un cliente che, risultato vincente in primo grado si è poi visto negare la richiesta risarcitoria avanzata nei confronti del suo avvocato, che a suo dire, avendo omesso di compiere alcuni atti difensivi, gli ha fatto perdere la causa. Gli Ermellini chiariscono infatti che per dichiarare la responsabilità dell’avvocato non è sufficiente appurare che egli non abbia adempiuto correttamente ai suoi obblighi professionali occorre altresì accertare che tale condotta abbia recato un effettivo pregiudizio al cliente, anche questo da dimostrare e che la causa avrebbe avuto effettivamente un esito favorevole per il suo assistito.

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Incidenti con autocarri più “frequenti” in Liguria Emilia-Romagna e Lombardia

È quanto emerge da un’analisi di DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che ha ideato una soluzione per difendere professionisti e imprese dai rischi della circolazione stradale

Con un incidente ogni 103 camion circolanti la Liguria è la regione dove avvengono più casi che coinvolgono autocarri e motrici*, seguita da Emilia-Romagna (1/159) e Lombardia (1/173). Sono i principiali risultati di un’analisi di DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che, per rispondere alle esigenzie di aziende e professionisti, ha lanciato la soluzione ‘DAS alla guida Business’. Il nuovo prodotto tutela il parco auto e i veicoli commerciali da tutte le controversie legali che possono sorgere, in Italia o all’estero, a seguito di sinistri o problemi legati alla guida, alla compravendita o  alla riparazione del veicolo.

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I criteri per individuare la natura subordinata del rapporto di lavoro svolto da un medico presso una clinica privata

La natura subordinata del rapporto di lavoro svolto da un medico presso una clinica privata, ove non è agevole fare riferimento agli ordinari parametri della sottoposizione al potere direttivo e disciplinare del datore, può legittimamente desumersi dalla natura delle mansioni assegnate al professionista, qualora prive di autonomo contenuto professionale, giacché interamente predeterminate dai sanitari sopraordinati e meramente esecutive delle loro prescrizioni. Rileva in tal senso l’organizzazione, da parte di detti sanitari sovraordinati, del servizio, dei turni e delle sostituzioni del prestatore (nonché nella specie l’ordine reso alla professionista di prestare servizio anche in reparti diversi da quello della propria specializzazione.)
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Legge Gelli. Ecco i nuovi requisiti minimi delle polizze assicurative

Prevista la rivalsa verso i professionisti non in regola con l’Ecm. La bozza di decreto al Mise

Disciplinate anche le condizioni generali di operatività delle altre misure, quali l’autoassicurazione e autoritenzione del rischio. Previste, inoltre, le regole per il trasferimento del rischio nel caso di subentro contrattuale di un’impresa di assicurazione; la previsione nel bilancio delle strutture di un fondo rischi e di un fondo costituito dalla messa a riserva per competenza dei risarcimenti relativi ai sinistri denunciati; l’efficacia temporale della garanzia.

Queste le novità principali dello schema di decreto attuativo all’esame del Mise. scarica qui la bozza

L’ abilitazione all’esercizio della professione di medico va conseguita non oltre la data di inizio delle attività didattiche della scuola di specializzazione

E’ corretto ritenere che ai giovani medici, interessati ai corsi di specializzazione, debbano assicurarsi tempi di attesa ragionevoli e il più possibile brevi, ma senza che siano ammissibili, a questo scopo, eccezioni ai principi di imparzialità e certezza delle situazioni giuridiche, in rapporto ai quali sono fissati – come avviene per ogni procedura concorsuale – termini perentori, per la maturazione dei requisiti di accesso previsti dalla legge.

Nel caso di specie, la normativa di riferimento di rango primario è l’art. 2, comma 433, della legge n. 244 del 2007, nel quale è con nettezza affermato che l’ ammissione alle scuole di specializzazione è riservata ai soli laureati in medicina che – non solo abbiano superato le prove del concorso per l’accesso alle SSM – ma che abbiano altresì conseguito l’abilitazione all’esercizio dell’attività professionale “entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole, immediatamente successiva al concorso espletato”.

Le prescrizioni sopra riportate sono vincolanti e non possono essere contestate, se non sollevando questione di costituzionalità: questione che, ad avviso del Collegio, appare comunque manifestamente infondata.

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Corso di formazione in MG: la accettazione della partecipazione al corso quale sovranumerario, preclude la richiesta di borsa di studio.

Come precisato dall’ Adunanza della Sez. I del 13 marzo 2019:
“Il legislatore ha inteso differenziare l’accesso al corso di laurea in medicina e chirurgia e l’accesso alle scuole di specializzazione rispetto al concorso per l’accesso alla formazione in medicina generale. Del resto, le specializzazioni post lauream non presentano affinità rispetto alla procedura selettiva per l’accesso alla formazione in medicina generale. (omissis) Il corso di formazione in medicina generale rappresenta l’unica specializzazione post lauream la cui organizzazione e gestione è affidata, ai sensi del D.Lgs. n. 368 del 1999, agli enti territoriali, che devono provvedervi determinando i posti disponibili sulla base del proprio fabbisogno e delle risorse utilizzabili. Infatti, le spese per il pagamento delle borse di studio nonché gli altri oneri finanziari connessi alla realizzazione del corso gravano sulle finanze regionali, tramite la quota del fondo sanitario nazionale a destinazione vincolata, assegnata loro dal Ministero della salute.
Ne discende che l’accettazione dell’ammissione al corso sulla base della disposizione ‘sovranumeraria’ prevista dalla legge regionale per le esigenze di medici di medicina generale valutata dalla regione, assume valenza di ‘acquiescenza’ di fatto.

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Torquati Assicurazioni