Legge Gelli. Ecco i nuovi requisiti minimi delle polizze assicurative

Prevista la rivalsa verso i professionisti non in regola con l’Ecm. La bozza di decreto al Mise

Disciplinate anche le condizioni generali di operatività delle altre misure, quali l’autoassicurazione e autoritenzione del rischio. Previste, inoltre, le regole per il trasferimento del rischio nel caso di subentro contrattuale di un’impresa di assicurazione; la previsione nel bilancio delle strutture di un fondo rischi e di un fondo costituito dalla messa a riserva per competenza dei risarcimenti relativi ai sinistri denunciati; l’efficacia temporale della garanzia.

Queste le novità principali dello schema di decreto attuativo all’esame del Mise. scarica qui la bozza

La legge Gelli si applica solo ai fatti accaduti successivamente alla sua pubblicazione.

Il principio generale di irretroattività della norma dettato dall’art. 11 delle c.d. preleggi, per quanto non previsto in costituzione e certamente derogabile dal legislatore, trova un limite invalicabile nel rispetto dei principi costituzionali di ragionevolezza e di tutela del legittimo affidamento nella certezza delle situazioni giuridiche nonché delle funzioni costituzionalmente riservate al potere giudiziario.

E ciò tanto più ove si considerino le conseguenze illogiche che deriverebbero alle situazioni pregresse e ancora non esaurite dall’adozione della diversa tesi ermeneutica, ad esempio in tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno, ove si rischierebbe di arrivare all’assurda conseguenza per cui il termine più breve quinquennale, tipico della responsabilità aquiliana, verrebbe applicato retroattivamente a rapporti per i quali, prima della legge G.B., la giurisprudenza applicava un termine di prescrizione decennale, tipico della responsabilità da inadempimento ex art. 1218 c.c..

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Ai fatti verificatisi prima della entrata in vigore della cd Legge Gelli si applicano i principi del precedente quadro normativo

La legge “Gelli” (legge n. 24/2017) stabilisce che la responsabilità dell’esercente la professione sanitaria sia collocata nella responsabilità aquiliana pur prevedendo la clausola di salvezza rappresentata dall”assunzione di un’obbligazione contrattuale con il paziente” senza riconoscere l’applicazione retroattiva di tale disciplina prevalendo in tal caso la disciplina di cui all’art. 11 disp. prel. c.c., ne consegue che ai fatti verificatisi prima della sua entrata in vigore si applicano i principi del precedente quadro normativo e quindi la responsabilità contrattuale del medico fondata sulla teoria del contatto sociale.

La responsabilità della struttura sanitaria nei confronti del paziente è di natura contrattuale derivante dall’inadempimento dell’atipico contratto di spedalità. Risponde anche dei danni cagionati dal suo ausiliario ed anche in assenza di un rapporto di lavoro subordinato.

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Criteri di liquidazione micropermanenti : applicazione della c.d. legge Gelli – Bianco a fatti già verificatesi al momento della sua entrata in vigore

” In merito alla quantificazione dei danni, occorre premettere che, contrariamente a quanto affermato da parte della giurisprudenza di merito (in considerazione del fatto che la liquidazione secondo le tabelle milanesi porta a risarcimenti economici ben superiori a quelli ottenuti con l’applicazione degli artt. 138 e 139 della L. n. 209 del 2005), ritiene questo giudice, concordemente all’orientamento seguito dalla Sezione, che debba trovare applicazione l’art. 7, comma 4, L. n. 24 del 2017, che prescrive che il danno biologico e non patrimoniale conseguente all’attività dell’esercente la professione sanitaria sia da risarcire sulla base delle tabelle di cui agli artt. 138 e 139 del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209.
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