Federabitazione – Confcooperative «Ridefinire le politiche pubbliche a sostegno dell”alloggio sociale”

Si è svolto a Bolzano il convegno: “Dai nuovi bisogni sociali alla ridefinizione delle politiche abitative: l’impegno di Federabitazione-Confcooperative”, organizzato da Confcooperative Bolzano in collaborazione con Federabitazione – Confcooperative nazionale e il Consorzio CasaQualità. Dopo gli interventi di saluto di Christian Tommasini, vicepresidente della Provincia e del sindaco di Bolzano Luigi Pasquali. Sono state illustrate le esperienze di nuove politiche abitative in quattro Regioni italiane da parte dei dirigenti locali di Federabitazione: Mario Bortolotti per l’Emilia Romagna, Alessandro Maggioni per la Lombardia, Luigi Di Fazio per il Lazio e Federico Bettarini per la Toscana. Dopo un breve intervento del delegato per l’Abitazione di Confcooperative Bolzano, Renzo Capodoglio, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Bolzano Chiara Pasqual, ha condiviso le proposte del presidente di Federabitazione. Le conclusioni sono state tratte dal direttore di Confcooperative Bolzano Andrea Grata.

La relazione introduttiva è stata presentata dal presidente di Federabitazione nazionale Ivo Cremonini. Di seguito un ampio stralcio: «L’obiettivo principale dell’incontro è quello di rilanciare la cooperazione di abitazione, per soddisfare le nuove esigenze abitative, attraverso la ridefinizione delle politiche pubbliche a sostegno dell’alloggio sociale. Molte ragioni contingenti sembrano suggerire la necessità, ormai inderogabile, di avviare un significativo percorso di rielaborazione dell’urbanità e del ruolo che la cooperazione di abitazione può svolgere in questo contesto.

Tali ragioni, in via esemplificativa, possono essere sintetizzate in quattro elementi principali: 1) la recente crisi dei mercati finanziari internazionali nel settore immobiliare con i mutui sub-prime, si è riflessa massicciamente sulla compravendita di case. Non solo con una netta contrazione degli scambi e con il rallentamento dell’attività edificatoria, ma soprattutto, con la venuta meno della stessa identificazione simbolica consolidatasi in questi anni attorno al bene casa; 2) i limiti posti allo sviluppo urbano dalla sempre più ristretta possibilità di occupare nuovo territorio, come si verifica qui a Bolzano; 3) l’affermazione di programmi complessi e articolati su più livelli operativi finalizzati alla rigenerazione/riqualificazione urbana e sociale, soprattutto nelle aree metropolitane; 4) le prospettive che si aprono con l’avvio concreto del “Piano Casa” lanciato già da qualche tempo e non ancora giunto alla fase attuativa.

La cooperazione edilizia, alla luce dei nuovi bisogni, può interpretare al meglio il ruolo di progettazione e realizzazione di case e, quindi, di città. Può riuscirci grazie al suo patrimonio costitutivo di valori e di capacità che la portano a rispondere ad esigenze complesse date non solo dalla capacità di soddisfare al bisogno di casa, ma anche la necessità/possibilità di riqualificare quartieri, creando rete tra i servizi che la cooperazione è in grado di offrire, dal welfare ai trasporti, dal consumo/distribuzione sino ai servizi in senso più generale.

Federabitazione, attraverso i suoi Consorzi e le sue cooperative, si pone tra i soggetti partecipi di questo progetto: per tradizione storica, per esperienza, per capacità realizzativa e per la capacità gestionale capace di combinare al meglio la diversa articolazione dei settori cooperativi, il cui mix operativo porta alla elevata qualificazione urbana.

Non solo. Federabitazione è stata tra i primi settori di Confcooperative ad impegnarsi sul fronte del risparmio energetico e delle energie rinnovabili ed a raccogliere la sfida ambientale. È stata capofila in Europa del progetto SHE (“Sustainable Housing in Europe”), con il quale sono stati realizzati alloggi ecosostenibili che, per materiali impiegati nella realizzazione ed esposizione agli agenti atmosferici, consentono un risparmio energetico del 70% rispetto a tecnologie tradizionali. Il progetto SHE ha ricevuto importanti riconoscimenti in Italia e nel mondo, a conferma dell’impegno concreto delle cooperative di abitazione nel promuovere lo sviluppo sostenibile.

Attualmente la nostra Federazione, attraverso il Consorzio Nazionale CasaQualità, è impegnata nel Progetto PHE (Power House Europe) che ha l’obiettivo dello scambio di esperienze sul tema della riqualificazione energetica dell’edilizia sociale. Naturalmente per dar vita a un progetto di riqualificazione urbana e di edilizia sociale occorrono risorse. Le risorse pubbliche per sostenere l’edilizia sociale si sono sempre più ridotte a causa della situazione economica negativa e del pesante debito pubblico (non bisogna dimenticare che quello italiano è il terzo al mondo). Peraltro l’emergenza abitativa si è ulteriormente aggravata, soprattutto nelle aree metropolitane, anche per l’emersione di “nuove povertà” che hanno ampliato la platea dei bisogni di abitazioni vivibili, sostenibili e dignitose.

Gli obiettivi sono pertanto quelli di promuovere iniziative per la soluzione dei problemi di particolari categorie sociali a reddito medio/basso, la cosiddetta domanda povera del mercato, che versano in situazioni di disagio abitativo: giovani coppie, lavoratori precari, studenti fuori sede, famiglie numerose, anziani, lavoratori immigrati, cittadini svantaggiati, ecc..

Il progressivo affievolirsi delle risorse finanziarie messe a disposizione dal Governo centrale richiede da parte degli Enti locali un’oculata selezione delle stesse verso tipologie di intervento che rappresentino i reali bisogni abitativi, evitando così la pratica dei finanziamenti a pioggia che hanno contribuito principalmente a far lievitare i prezzi degli alloggi con il conseguente indebitamento delle famiglie che oggi è sotto gli occhi di tutti.

Credo che per affrontare con coraggio le nuove sfide, sia necessario innanzitutto che le cooperative di abitazione possano ideare nuove tipologie di intervento più rispondenti alla domanda reale e nuovi modelli economici per soddisfare anche la locazione a canoni ragionevoli oggi non adeguata alle richieste del mercato».

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