Interventi mirati a favorire la crescita del Paese. Se ne è parlato al seminario organizzato da Federlavoro e Servizi Confcooperative

Un Piano non solo condiviso, ma soprattutto operativo, che metta in atto una serie di interventi concreti per dare un contributo efficace alla crescita del Paese. Queste, in sostanza, le caratteristiche del Piano nazionale della logistica sul quale è stato già avviato un confronto in Parlamento per rendere operative le misure per il settore già entro la fine del 2011.

Il nuovo Piano è stato illustrato dal sottosegretario al ministero Infrastrutture e trasporti, Bartolomeo Giachino, durante il seminario organizzato da Federlavoro e Servizi – Confcooperative per analizzare le prospettive di sviluppo contenute nel piano per le imprese che operano nel comparto. Un comparto fondamentale per la ripresa economica del Paese, «un’attività complessa perché interconnessa con tutti gli altri settori produttivi – ha dichiarato il presidente di Federlavoro, Massimo Stronati – ma che ha subito diverse carenze negli anni, sia dal punto di vista politico che per la mancanza di una mentalità imprenditoriale per l’individuazione di prospettive strategiche di sviluppo».

L’obiettivo principale del Piano della logistica è soprattutto la diminuzione progressiva dell’inefficienza che frena pesantemente l’attività produttiva. «Secondo la Banca d’Italia – ha dichiarato Giachino – l’inefficienza logistica nel nostro Paese costa 4 miliardi l’anno e incide sulla produzione dal 20,5% al 22%, mentre in altri Paesi come la Germania sta sul 15,5%».

Il Piano, dunque, prevede «una serie di azioni concrete che diminuiscano l’inefficienza di 10 punti l’anno, per un valore di 4 miliardi di euro, con un’incidenza di 0,3 punti sul Pil nazionale».

Sono 51, in totale, i provvedimenti contenuti nel Piano. Nei prossimi giorni sarà varata la norma dirigenziale sui tempi di attesa per il carico e lo scarico delle merci, con l’individuazione del corrispettivo per le operazioni che superano il limite di due ore. Un ulteriore intervento riguarderà, poi, la semplificazione dei controlli portuali con l’attivazione dello Sportello unico doganale che permetterà di incrementare la competitività dei porti e degli interporti italiani e, allo stesso tempo, aumentare la capacità di attrazione di nuovi flussi di traffico. «In Italia – ha proseguito Giachino – per far uscire un container da un porto per le operazioni di controllo ci vogliono in media 14/15 giorni, contro un giorno in città come Rotterdam».

«Questi e gli altri – ha concluso – sono tutti provvedimenti a costo zero che permetteranno di rilanciare lo sviluppo di un comparto fondamentale per la ripresa economica, che in altri Paesi, come la Germania, ha fatto da traino per l’intera economia in una situazione di crisi come quella attuale».

In questo contesto, il presidente Stronati ha sottolineato le opportunità di sviluppo del sistema cooperativo all’interno del settore e l’esigenza di «puntare su processi di sviluppo della logistica per filiere, eliminando le irregolarità – ha affermato – che minano il comparto: il dumping contrattuale, la sicurezza, i mezzi e le infiltrazioni mafiose e criminali». Infine, aspetti importanti per lo sviluppo del settore sono l’aggregazione la formazione, «in cui assumono un ruolo fondamentale i consorzi – ha aggiunto Stronati – per dare alle imprese il know how necessario».

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