Dopo anni di attesa, è stata finalmente emanata la quarta ed ultima parte della norma tecnica Uni-Ts 11300, un pacchetto di specifiche tecniche che uniforma a livello nazionale le regole di calcolo per la certificazione energetica degli edifici, il cui rispetto è obbligatorio per legge secondo quanto previsto dal D.lgs n.115/2008. Ciò consente di superare le differenze riscontrate in alcune regioni nell’indicazione della classe energetica di un edificio.

Le norme Uni sono suddivise in quattro parti: le prime tre, già emanate, stabiliscono i parametri per il calcolo del fabbisogno energetico dell’edificio (climatizzazione invernale ed estiva; acqua calda sanitaria; ventilazione; illuminazione), mentre la quarta parte regolamenta il calcolo del consumo di energia rinnovabile per la produzione di acqua calda e riscaldamento nelle abitazioni.

L’ultima direttiva comunitaria, la 2010/31/Ue, ha imposto che entro il 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano a “consumi quasi zero” di energia e, nel caso di edifici pubblici, il termine venga anticipato al 2018. All’origine del 40% circa del consumo energetico e del 36% delle emissioni di CO2 nella Ue ci sono infatti gli edifici stessi. La normativa europea mira a ridurre in misura significativa questo consumo, contribuendo alla lotta contro il riscaldamento climatico e a rafforzare la sicurezza energetica della UE. L’emanazione della Uni-Ts 11300-4 era quindi indispensabile per il corretto recepimento della direttiva europea 2010/31/Ue.

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