Il Decreto Legislativo 59/2011 e un nuovo disegno di legge cambieranno in modo sostanziale il Codice della Strada: ecco le principali novità

Con il Decreto Legislativo 59/2011, il governo italiano ha recepito due direttive europee (la 2006/126 e la 2009/113) che modificano il Codice della Strada. Il testo di legge modifica ben 21 articoli della normativa precedente, disposizioni che entreranno in vigore il 19 gennaio 2013. Tra i punti salienti della riforma si possono segnalare l’obbligo per i conducenti di ciclomotori e microcar di conseguire una vera e propria patente, la cosiddetta patente AM; la soppressione della patente di categoria E, che verrà sostituita da sottocategorie delle patenti C e D (la nuova classificazione, in ogni caso, non dovrebbe incidere sull’età minima per la conduzione dei mezzi pesanti); l’inasprimento delle sanzioni pecuniarie per chi non è in possesso delle abilitazioni professionali richieste per la guida di mezzi specifici, cui si aggiunge la sanzione accessoria del fermo amministrativo del mezzo per 60 giorni. La normativa modifica anche le conseguenze nei confronti degli stranieri che commettono un’infrazione: in caso di sospensione della patente, se lo straniero dichiarerà di lasciare l’Italia potrà riavere il documento; in caso di revoca, invece, il Prefetto disporrà l’inibizione alla guida per due anni, che saliranno a tre nel caso di guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto sostanze stupefacenti. Gli stranieri giunti in Italia con una patente rilasciata da uno stato extracomunitario, infine, potranno guidare in Italia i veicoli per i quali la patente stessa li abilita per un anno dalla residenza nel nostro stato a condizione che, insieme alla patente di guida, abbiano un permesso internazionale.

Ma le novità relative al Codice della Strada potrebbero continuare: il Disegno di legge AC-4662/2011, infatti, mira a creare un nuovo codice breve in materia di circolazione stradale, in sostituzione del codice adottato nel 1992. Tra gli interventi proposti si possono citare l’introduzione del reato di “omicidio stradale”, che si configura in diversi casi: quando il conducente commette un omicidio guidando con un tasso alcolemico superiore a 1,5% g/l, oppure alterato per l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, o ancora quando la morte derivi per omesso soccorso. Sul fronte delle sanzioni, tra l’altro, è previsto l’inasprimento di quelle penali, amministrative e pecuniarie sia in caso di omicidio colposo, sia di lesioni gravi, così come un aggravio delle sanzioni accessorie amministrative di sospensione o revoca della patente. Il disegno di legge, infine, prevede che i veicoli atipici e i veicoli adibiti al trasporto di invalidi possano parcheggiare gratuitamente negli spazi di sosta a pagamento nel caso in cui quelli riservati siano occupati.

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