Due recenti sentenze della Corte di Cassazione hanno ampliato il concetto di abbandono e maltrattamento nei confronti degli animali, reati puniti con pene sempre più severe

Se è vero che il cane è il migliore amico dell’uomo, non è sempre vero il contrario. Le cronache, purtroppo riportano continuamente casi di maltrattamento nei confronti degli animali, concetto che due recenti sentenze della Cassazione hanno decisamente esteso e ampliato. La prima si riferisce alla condanna di un uomo che era solito legare i suoi tre cani a un cumulo di mezzi in disuso con una catena di ferro che, nel tempo, aveva procurato agli animali diverse abrasioni al collo. L’atteggiamento di “inutile incrudelimento su poveri animali”, come recita la sentenza, ha procurato all’uomo una multa di 5000 euro, saliti a 6000 per il fatto che il soggetto in questione aveva anche cercato di fare perdere tempo alla giustizia. La sentenza n. 18892 dello scorso maggio, invece, afferma che oltre all’abbandono, è punibile anche la semplice indifferenza nei confronti dell’animale. Nella fattispecie, la sentenza ha ampliato la nozione di abbandono, che non è da intendersi soltanto come la volontà di abbandonare l’animale, ma anche come l’intenzione di non prendersene più cura.

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