I commercianti che vendono frutta e verdura all’aperto rischiano di essere sanzionati. A stabilirlo è la terza sezione penale della Cassazione che ha confermato la condanna alla pena dell’ammenda inflitta dal Tribunale di Nola ad un uomo “per aver tenuto per la vendita tre cassette di verdure di vario tipo in cattivo stato di conservazione”.

Il caso ha come protagonista un commerciante campano, il quale esponeva tre cassette di verdura sul marciapiede antistante il negozio. Questo, una volta condannato dal Tribunale, ha deciso di rivolgersi alla Suprema Corte contestando al giudice di merito di aver motivato la sentenza con la sola collocazione all’aperto degli alimenti, ritenuti esposti agli agenti atmosferici, senza invece tenere presente l’assenza di segni evidenti della cattiva conservazione o la mancata inosservanza di particolari prescrizioni sulla conservazione dei prodotti.

Tuttavia la Cassazione, nel rigettare il ricorso del commerciante, ha spiegato che “il cattivo stato di conservazione dell’alimento, può assumere rilievo anche per il solo fatto dell’obiettivo insudiciamento della sola confezione”, conseguente alla custodia in luoghi sporchi e quindi igienicamente inidonei alla conservazione, “ed è configurabile anche nel caso di condizioni igieniche precarie”. Anche secondo la Cassazione quindi “la messa in commercio di frutta all’aperto ed esposta agli agenti inquinanti costituisce una violazione dell’obbligo di assicurare l’idonea conservazione delle sostanze alimentari”. La legge 183/1962 in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande è estendibile anche a questo. Pertanto i commercianti che utilizzano gli spazi esterni lungo la strada per esporre la propria merce possono rischiare di dover pagare multe salatissime per violazione della legge.

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