I solleciti per pagamenti non dovuti possono diventare motivo di stress per un cittadino? Per la legge la risposta è sì.

Per un cittadino onesto ricevere un sollecito di pagamento non è mai piacevole, soprattutto se il versamento è già stato effettuato. È quanto accaduto ad un uomo insistentemente invitato dall’Inps a pagare i contributi per la badante della propria madre, nonostante li avesse già corrisposti.

Il cittadino, esausto, decide di agire contro l’Istituto di Previdenza per danni provocati da stress. E il giudice di pace di La Spezia gli dà ragione.

Il comportamento dell’Istituto, benché non si possa parlare di reato, è stato riconosciuto come in contrasto con il principio del neminem laedere (art. 2043 del codice civile) e con quello di buona amministrazione. La soglia della normale tollerabilità è stata superata dai ripetuti solleciti. L’uomo ha subito un danno dall’assenza di cooperazione nell’operato dell’Inps e questa mancanza, secondo il giudice, va in qualche modo “punita”.

Il risarcimento per stress provocato al cittadino ammonta a duecento euro stabiliti in via equitativa… pochi ma dovuti!

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