Complice la pandemia se ne parla ormai da mesi. Il passaporto vaccinale per difendersi dai contagi, accanto al documento d’identità o al visto o al biglietto aereo che contenga l’avvenuta vaccinazione da Covid o comunque l’esito negativo del tampone.

Passaporto vaccinale europeo, il primato della Grecia

All’inizio è stata la Grecia a pensare al passaporto vaccinale in vista di un salvataggio del turismo estivo. A ruota l’hanno seguita Israele e anche il premier britannico, Boris Johnson, ha detto di essere favorevole. E la Grecia continua a proporre l’idea agli stati europei, insistendo sulla necessità di creare un patentino di immunità con cui potersi muovere liberamente. La questione che aveva sollevato il mese scorso a Bruxelles, senza ottenere attenzione è stata adesso riproposta in vista del fatto che sta comunque prendendo piede. A seguire la Grecia ci sono già Spagna, Polonia, Danimarca, Estonia e Finlandia, mentre Cipro ha in programma di introdurre il passaporto vaccinale entro la fine dell’anno.

In Israele è “green pass”

Se si guarda però la situazione che si è venuta a creare in Israele, si scopre che si tratta di casi molto diversi. Il green pass israeliano serve per avere accesso ad alcuni luoghi a rischio, come le palestre. Con l’875 di popolazione vaccinata il governo ha già allentato le restrizioni e sta riorganizzando la ripartenza. Chi ha la certificazione della doppia vaccinazione o è guarito dall’infezione può accedere a piscine, palestre, hotel, eventi culturali e sportivi. Serve iscriversi in un sito, inserendo il numero di carta d’identità, per poi stampare il lasciapassare. Il foglio certifica che il cittadino ha effettuato il vaccino anti Covid o si è ammalato e negativizzato di recente ed è valido 6 mesi.

Passaporto vaccinale, anche il Regno Unito ci pensa

Sull’esempio di Israele anche il regno unito, dapprima scettico, adesso mostra segni di apertura. A confermarlo è stato Boris Johnson: si seguirebbe il modello già sperimentato da Israele col green pass, quindi accesso facilitato a persone già immunizzate dal Covid a eventi pubblici di gruppo una volta superato il lockdown.

Le critiche: il pericolo di discriminazioni

Un’idea che, fino a questo punto sembrerebbe risolutiva. In realtà bisogna tener conto delle discriminazioni che si potrebbero creare. E lo stesso premier Johnson, a proposito del patentino vaccinale, ha spiegato «Si tratta di una novità per noi», sottolineando il disagio suscitato dall’idea di imporre certificazioni di alcun genere ed evidenziando che occorrerà evitare «discriminazioni contro chi, per qualsiasi motivo, non può ricevere un vaccino, magari per ragioni mediche».

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